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Chissà se la citazione tondelliana è voluta o è solo una coincidenza, fatto sta che Biglietti agli amici dello spezzino Silvio Rosi condivide con il libro di prose del grande autore di Correggio quel senso intimo di fare arte, di pensarla ad personam, diremmo, se nel frattempo la locuzione latina non avesse assunto i ben noti contorni negativi.

 

Foto di Tiffany Ambrosini

Devo confessare che sono anni che aspettavo questo disco, perché di Silvio Rosi sono stato subito un incondizionato ammiratore, fin dai tempi in cui al Premio Città di Recanati (all’epoca si chiamava ancora così) si piazzò tra i vincitori per due anni di seguito (1993 e 1994) con due canzoni di struggente lirismo e di sapienza compositiva come “Deriva” e “Pratolungo”. Quest’ultima in particolare mi innamorò profondamente, e non perdevo occasione per farla ascoltare agli amici.

 

In seguito mi misi faticosamente alla ricerca delle sue cose – parliamo di un’epoca in cui Internet era di là a venire – ma non trovai nulla, per la semplice ragione che questo riservato autore di provincia (che a tutt’oggi snobba i social ed è praticamente sconosciuto a Youtube e Spotify) non ha più pubblicato alcunché nell’ambito della canzone, riservando i suoi impeti artistici alla musica barocca e alla bossa nova, ambiti musicali di cui, in diverse formazioni, è stato ed è valente esecutore.

 

Poi entrammo nella Rete e lungo le Vie del Caso, com’è come non è, venimmo in contatto, superando entrambi la pudicizia e la paura di risultarci invadenti. E io che ogni tanto gli facevo: Silvio, ma porca miseria, ma la senti che musicaccia c’è in giro? Quand’è che fai uscire ‘sto disco? E lui che si schermiva, perché, mi diceva sorridendo, era felicemente uscito dal giro, si dedicava alle sue cose ed andava benissimo così. Però io sapevo che qualche canzone, ogni tanto, gli usciva fuori, ma se la teneva per sé, o la faceva ascoltare a pochi selezionati amici. E quindi, ancora: Silvio, quand’è che fai uscire ‘sto disco?

 

E alla fine, quando la Speranza piangeva (ma l’Angoscia non aveva ancora piantato sul mio cranio chinato il suo vessillo nero), ecco che tutti questi anni di musica, più nello specifico di canzoni, si sostanziano oggi in questo prezioso CD che, a dispetto del basso profilo tenuto dall’autore con un’autoproduzione rivolta a pochi intimi, si rivela come una delle più belle cose accadute alla canzone d’autore italiana negli ultimi tempi.

 

Eh sì, perché accanto alle già note “Deriva” e “Pratolungo” (riproposte nella stessa versione in cui uscirono all’epoca nei CD che presentavano i vincitori di Musicultura), Silvio Rosi affianca una serie di perle da lasciare senza fiato, a cominciare dall’iniziale Di sera in sera con la sua aria tra madrigale e canto popolare, il contrappunto vocale delle Maricanti e un testo meraviglioso del poeta Paolo Bertolani (“Di sera in sera/ potevo berti intera/ a mille fontanelle./ Annate così belle/ non ne sono più venute”). Neanche il tempo di riprendersi ed ecco l’andamento storto di Si vive, in cui, su un intrecciarsi di organo hammond e piano fender, Rosi fissa con il suo lucido sguardo una realtà fatta di miserie e piccoli cabotaggi (Si vive da spettatori/ applausi a ripetizione/ alla passione di Gesù/ Quarta Edizione).

 

Biglietti Agli Amici
Foto di Daria Di Vita

La tavolozza stilistica di Silvio Rosi si spezia anche dell’ironico jazz d’antan di Titolo in coda, del dixieland delle origini nella divertita Nei carrugi di New Orleans (recuperata da una cassetta collettiva del 1995), o, come in La cabaña, si pasticcia allegramente le mani con l’amata musica centro-sudamericana (in particolare, mi sembra riecheggiare Pablo Milanés, il più colto, e più europeo, degli autori della Nueva Trova Cubana).

 

Il tutto si snoda in una dimensione prettamente acustica in cui, oltre alla chitarra e altri cordofoni suonati dal titolare, si alternano di volta in volta pianoforte, violino, organetto, clavicembalo, fisarmonica, contrabbasso, cori femminili, sax e fiati vari, a creare un rigoglioso giardino sonoro su cui Silvio Rosi pianta garbatamente la sua limpida voce, e le sue esatte parole.

 

Il Sonetto del Settantasei, scritto e letto da Giampaolo Ragnoli, introduce la bella Finale di sogno, che insieme a Le nostre canzoni tesse un filo generazionale tra nostalgia, disillusione e orgoglio, mentre la coppia Filastroccannuvolata e Ninna nanna a Federico (scritta molto tempo fa per il figlioletto, che nel frattempo è di molto cresciuto, è diventato un bravo musicista e suona nel disco) giocano sugli stilemi delle canzoni per l’infanzia, quella di qualità.

 

C’è una purezza, un’onestà di fondo in questo disco che emergono in modo cristallino in ogni nota, in ogni sillaba, e ciò non può lasciare indifferente chi ha ancora cuore e anima abbastanza vasti da accogliere questo piccolo gioiello della nostra canzone che si chiude alla grande con Pescioletto un altro pezzo costruito su un testo di Paolo Bertolani, un’altra gemma fatta di poche cose, una chitarra, archi e voci che si rincorrono, si trovano e si lasciano secondo moduli rinascimentali. Un incanto.

 

A me piace ascoltare la musica in auto, vederla fare da colonna sonora al paesaggio che mi scorre attorno, ma vi dico che questo è un album da gustare in casa, con tempo e disposizione, perché solo così vi entrerà sottopelle il suo lavoro di cesello, la cura degli arrangiamenti che si avvalgono dell’aiuto di una miriade di amici musicisti, tutti di alto livello, venuti a dare il loro gioioso contributo a questo che, per Silvio Rosi, è non il disco della vita, ma il disco di una vita.

 

L’augurio migliore che posso farvi è che diventi anche il disco della vostra.

Biglietti Agli Amici
Foto di Alice Parodi

 

 

POSTILLA A MARGINE: Il disco esce in autoproduzione, per richiederlo potete senz’altro contattare lo stesso autore alla mail rosilvio55@gmail.com

Artista:
Silvio Rosi
Etichetta:
Autoprodotto
Elenco Tracce:
01. Di sera in sera
02. Si vive
03. Deriva
04. Balla coi lupi
05. Di piccole note
06. Nei carrugi di New Orleans
07. Al tempo delle stagioni
08. Sonetto del Settantasei (poesia di Giampaolo Ragnoli)
09. Finale di sogno
10. Ninna nanna a Federico
11. Filastroccannuvolata
12. L. e G.
13. Titolo in coda
14. Pratolungo
15. E che cosa è una rosa (poesia di J.F.Goethe)
16. La Cabaña
17. Le nostre canzoni
18. Pescetto
Produzione Artistica:
Silvio Rosi
Anno di Uscita:
2024
Durata:
56:00