Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

Per contattare la Redazione
o avere informazioni, SCRIVI a:

Con un organico rinnovato, che ha regalato nuove energie ed ispirazioni alla formazione, la Compagnia Daltrocanto torna alla ribalta con un nuovo lavoro. Come acqua di mare è il titolo scelto dall’ensemble campano, il quinto della loro produzione, che esce a otto anni di distanza da “Di terra, di mare e di stelle”.
A livello di sound l’album si pone in bilico tra le atmosfere folk mediterranee che da sempre contraddistinguono il percorso musicale di Giordano & soci e spunti che guardano altrove, come frequenti suggestioni irlandesi, derivanti dall’ingresso di tre “new entries”: la vocalist Imma Barbarulo, il violinista e polistrumentista Osvaldo Costabile e Mario Villani alla batteria. Altra particolarità di Come acqua di mare è quella di affiancare alle nuove composizioni versioni rivisitate di brani già editi, alcuni dei quali provenienti dal full-length precedente o usciti solo in digitale, come Ninna nanna ai 700, Canzone per Tonino e Ventitré maggio (primo singolo estratto dall’album).

 

 

Le tematiche delle liriche giocano sul binomio terra-mare e spaziano dalle problematiche che affliggono la contemporaneità, come le migrazioni e l’agire criminale tra malaffare e attentati, passando per riflessioni più intimiste fino al potere della musica come veicolo di positività e di aggregazione, senza dimenticare le tradizioni legate alla città di Salerno, di cui l’ensemble è originario.

 

La title track che apre la sequenza è un “dono” del cantautore romano Roberto Billi e, nel suo alludere alle onde con il loro incessante movimento, vuole fare riferimento allo scorrere inesorabile del tempo. L’immagine marina ritorna anche in Ninna nanna ai 700: le acque e i fondali, in questo caso, sono la tomba di centinaia di migranti che hanno tragicamente perso la vita nel Mediterraneo nei ‘viaggi della speranza’. Trae invece direttamente ispirazione dal folklore salernitano La spada di San Giuseppe (La leggenda del Principe Enrico), basata sulla favola medievale del ‘Povero Enrico’, protagonista del brano insieme alla città stessa, l’antica ‘Opulenta Salernum’, labirinto di vicoli sospesi tra cielo e mare. Gli incalzanti riff di violino, basso e chitarra elettrica conferiscono carattere al pezzo e invitano alla danza. ‘O bene e ‘o male, composta da un caro amico della Compagnia, il cantautore Mario Mercede, è anch’essa ambientata a Salerno. Qui il dialetto diviene il veicolo più autentico per riflettere sul senso dell’esistenza e raccontare di drammi e di speranze con gli strumenti tradizionali – zampogna, ciaramella, tammorra – in primo piano.

 

Quella del Ventitré maggio è una delle date più terribili della nostra storia recente, quando nel 1992 ebbe luogo la strage di Capaci in cui, come è noto, persero la vita – per mano mafiosa ed oscure connivenze – il giudice Giovanni Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo ed Antonio Montinaro. Il testo vuole mettere in evidenza la solitudine dell’uomo-Falcone, che va incontro al proprio destino consapevole dei rischi che corre, nascosta dietro le sembianze dell’integerrimo eroe. Ad impreziosire il pezzo, la presenza di Danilo Sacco, già voce dei Nomadi, e l’eleganza del sax soprano di Sandro Deidda. Merita una segnalazione il videoclip della canzone, diretto da Paolo Battista ed incentrato su un elemento emblematico per la Sicilia, l’albero di arancio, che reca dolci frutti e fiori profumati, ma al tempo stesso genera pungenti spine, metafora degli ostacoli e dei pericoli che hanno costellato l’operato del magistrato simbolo della lotta alla mafia fino a stroncarne la vita in un tremendo attentato.

 

 

Dalla mafia alla camorra il passo è breve (purtroppo), ed ecco che Canzone per Tonino rievoca la parabola esistenziale del sindacalista campano Tonino Esposito Ferraioli, ucciso dalla criminalità organizzata il 30 agosto del 1978. Ad arricchire la narrazione c’è l’intensa vocalità di Clara Moroni, storica corista di Vasco Rossi, mentre le struggenti frasi di violino sottolineano la drammaticità dell’episodio narrato.
Ritorna, poi, il tema dell’acqua, della fragilità del territorio campano e delle infiltrazioni malavitose in Malacqua. Le liriche in dialetto utilizzano il distico, il verso tradizionale della tammurriata, mentre a livello di sonorità spiccano l’andamento quasi ossessivo del contrabbasso, l’inserimento di alcune texture sintetiche e i penetranti interventi del violino.

 

La conclusione è affidata a Oltre la terra che bacia il mare, brano che da qualche anno chiude i concerti della Compagnia, in una versione che vuol essere il più possibile simile a quella della dimensione live. La canzone vuole essere un messaggio beneaugurante, che infonda fiducia a chi ascolta, invitandolo a guardare sempre “oltre”: oltre noi stessi, la nostra realtà, il mare e l’orizzonte, per incontrare l’Altro.
Come acqua di mare è un album che conferma la solida vocazione della Compagnia Daltrocanto, formazione impegnata a riscoprire le proprie radici saldamente ancorate alla terra da cui proviene, rivolgendo però sempre il proprio sguardo all’attualità per metterne in evidenza le contraddizioni, condannarne le storture ed auspicare un futuro di dignità, equità e giustizia sociale per tutti gli esseri umani. Liriche ispirate, soluzioni sonore coinvolgenti e il talento dei componenti dell’ensemble rendono questo disco un valido lavoro.

 

 

Foto tratte dai canali web e social ufficiali del gruppo

 

Artista:
Compagnia Daltrocanto
Etichetta:
Benvenuto Edizioni Musicali
Elenco Tracce:
01. Come acqua di mare
02. Ninna nanna ai 700
03. La spada di San Giuseppe (La legenda del principe Enrico)
04. Tra nuvole e favole
05. ‘O bene e ‘o male
06. Ventritré maggio
07. Canzone per Tonino
08. Quante notti
09. Malacqua
10. Oltre la terra che bacia il mare