In una fredda e umida serata di fine settembre, quando l’estate è ormai al capolinea, la pacifica atmosfera rurale di Vidigulfo, piccolo paese situato nel nord-est del Pavese, tra il fiume Olona e il Lambro Meridionale, viene improvvisamente ‘disturbata’ dalle prorompenti note rock. La fonte da cui si sprigionano è un coloratissimo pulmino Volkswagen T2 degli anni Settanta, decorato con autentici motivi in stile hippy.
Le melodie che riecheggiano dallo storico mezzo posizionato in piazza 1° Maggio incuriosiscono gli abitanti del tranquillo borgo. Alcuni si sporgono dalle finestre delle case adiacenti, mentre altri si precipitano in strada per assicurarsi un posto d’onore e godersi lo spettacolo da vicino.

All’inizio il pubblico manifesta un misto di curiosità e un’evidente incredulità per ciò che sta accadendo, tuttavia quando le note delle principali canzoni degli album di TAO come Restless Heart, Rock’n Roll Man e I’m Alive, iniziano a riempire l’aria, le espressioni dei presenti si trasformano completamente: lo stupore lascia spazio a un’emozione intensa e travolgente, capace di catturare tutti in un’atmosfera pulsante.
Pian piano ci si avvicina sempre di più al pulmino, c’è una curiosità sincera nel capire come TAO e la sua band riescano a mettere in scena un concerto simile, suonando e cantando all’interno del veicolo, in uno spazio così limitato, e allo stesso tempo producendo una sonorità quasi impeccabile per una “location” così inusuale. “Come è possibile?” domanda una signora, mentre il marito, sopraffatto dalla curiosità, ha già infilato la testa nel finestrino del mezzo. “È molto semplice” – spiega Valerio al microfono – “Il pulmino è una struttura polifunzionale, un vero e proprio palco che al suo interno contiene tutta la band, gli strumenti musicali, il mixer e il fonico. Inoltre, è dotato di un impianto di diffusione posizionato sul tettuccio e generatore per l’autoalimentazione elettrica”
Infatti, questo Volkswagen T2 non è un comune pulmino, ma rappresenta il celebre “TAO Love Bus Experience”, un vero e proprio concerto ‘Rock’n roll Tour’, che va direttamente incontro alle persone. Così, al suo interno, trasformato in un mini palco per concerti, prende vita l’esibizione di TAO accompagnato al basso e ai cori da Francesco Coriale, alla batteria da Francesco Rivabene, mentre Ana Potelea gestisce il mixer, orchestrando il suono con maestria.

E c’è di più. Il “TAO Love Bus Experience” è anche un manifesto che pubblicizza l’evento, un negozio che contiene dischi e gadget del merchandising dell’artista. Si tratta di una piccola opera d’arte con magnifiche grafiche ideate da Marco Fiori e Patty Pey, che ci riportano nella psichedelia fumettistica di Yellow Submarine e nella San Francisco del Flower Power!
L’ideatore di questo rivoluzionario progetto è TAO, pseudonimo di Valerio Ziglioli, cantautore polistrumentista e produttore milanese, con vent’anni di esperienza musicale alle spalle. TAO però è noto soprattutto per aver prodotto come solista, a partire dal 2005 e dopo esser stato opening act dei Negrita, ben otto album che hanno ricevuto numerosi riconoscimenti dalla critica: album che hanno visto la partecipazione di grandi artisti del panorama musicale. In seguito, il suo successo è stato amplificato anche grazie alla stretta cooperazione con il celebre Alberto Fortis, con il quale ha lavorato come chitarrista fino al 2011. A questo va aggiunto che nel suo percorso artistico, ci sono state anche collaborazioni con artisti di fama internazionale, esibendosi come opening act per celebrità del calibro di Anastacia, Glenn Hughes, Dr. Feelgood, Eric Gales e tanti altri, consolidando nel tempo il suo legame artistico con la nota cantante e pianista Frida Bollani.
Venendo al presente, alla fine di settembre TAO ha scelto di riportare alla luce una delle canzoni a lui più care, condividendola su tutte le piattaforme. Si tratta dell’ultima traccia del suo album d’esordio del 2005, “Forliverpool”, intitolata Il male che ho di vivere. In questa canzone ha voluto sottolineare l’inquietudine e la profonda disillusione che all’inizio della sua carriera lo hanno spinto a immergersi nelle sonorità punk rock. Una canzone vibrante che, ancora oggi, rappresenta pienamente l’essenza del suo cammino da solista e anche di vita personale.
“È ancora qui, dentro di me”, racconta, “l’unica costante della mia vita, insieme all’Amore, mano nella mano passeggiano lungo le strade della mia anima”.

TAO incarna l’essenza del puro rock, rivoluzionando il pensiero tradizionale di concerto musicale attraverso il suo “Love Bus”, con il quale ha toccato più di mille città e percorso quasi 200.000 km. Le sue esibizioni trasformano le piazze in un’esplosione di emozioni, facendo vibrare il pubblico sulle note dei grandi classici del rock, dai Beatles ai Rolling Stones, da Jimi Hendrix a David Bowie, passando per John Lennon, gli U2 e molti altri.
Così come è successo nella tranquilla piazza di Vidigulfo, che nonostante l’aria frizzante di fine settembre si anima, trova calore nella musica live di TAO. A questo si aggiungono luci e colori che si intrecciano, infondono energia e passione, spezzano la quiete del cielo notturno.
Si canta e si balla al ritmo di celebri brani internazionali come Hey Joe di Hendrix o Like a Rolling Stone di Bob Dylan. L’atmosfera si fa ancora più vibrante quando partono le note di Have You Ever Seen the Rain dei Creedence Clearwater Revival, coinvolgendo tutti in un momento di pura energia. Infine, il pubblico si unisce in un abbraccio corale sulle emozionanti note di With or Without You degli U2.
Ma non è finita qua.

Inaspettatamente, l’artista, avvolto in un outfit audace e magnetico, sguscia fuori dall’abitacolo del suo Volkswagen con la chitarra stretta tra le mani e si mischia letteralmente tra la folla. E così la piazza diventa ancora più immersiva, diventa palcoscenico improvvisato, regalando una performance musicale collettiva straordinaria. Le persone si lasciano trasportare, cantano, ballano, per poi diventare più riflessivi e attenti quando TAO esegue alcuni suoi pezzi da solista, tra cui spicca appunto “Il male che ho di vivere”, un brano davvero carico di pathos, che finisce per commuovere e incantare tutti i presenti.
La serata si conclude quasi senza che ci si renda conto che tutta quella magia musicale proviene da un semplice pulmino. Una delle cose che colpisce di più, infatti, è che con questo tipo di performance si ha l’opportunità di entrare in contatto diretto con l’artista, che si mescola alla gente rendendola parte integrante dello spettacolo stesso.
servizio fotografico a cura di Mauro Lucchini
Tao
27/09/2025
