I Mercanti di Liquore sono tornati alla grande, in questo 2025, e l’hanno dimostrato in modo inequivocabile con uno splendido nuovo disco, Non ci troverete mai, e con un tour, che tocca anche il club bergamasco Druso, un locale da seguire e da rispettare con cura, vista la programmazione coraggiosa e di qualità che lo anima, e che propone concerti, come oggi, anche alle 18 di domenica, collocazione ideale per chi viene da lontano, in quanto dà modo agli artisti di esibirsi con una scaletta ricca e senza pressioni orarie.

La formazione al completo impreziosisce ulteriormente il set: oltre al fondatore, chitarrista, voce e autore Lorenzo Monguzzi, troviamo infatti il metronomo Nadir Giori al basso, l’onnipresente Andrea Verga a chitarra elettrica, banjo, mandolino e voce, il poliedrico Lorenzo Bonfanti a batteria, chitarra acustica e voce, e il funambolico Elio Biffi a tastiere, fisarmonica e voce, per due ore in cui la band percorre la sua intera storia pluridecennale, da “La musica dei poveri” (bellissimo album del 2002) fino alla recentissima uscita.
Colpisce, nel pubblico, la trasversalità: complice anche l’orario, cantano e applaudono sotto il palco famiglie con bambini e ragazzini, coppie trentenni, compagnie di giovani, e appassionati della prima ora, coetanei del cinquantottenne Monguzzi. Lui, con la consueta autoironia, scherza sugli acciacchi dell’età con i tre giovani e bravissimi componenti, Verga, Bonfanti e Biffi, i quali, peraltro, lo guardano con autentica ammirazione e complicità. Capita così che il frontman lasci il posto alla bella voce di Bonfanti per proporre un brano storico come L’eroe, eseguito a una velocità supersonica, che dà modo al gruppo di esprimere al meglio la propria bravura, mentre Monguzzi, a lato del palco, sorride compiaciuto; oppure, dopo un’introduzione con lui solo sul palco tratta da Il sergente nella neve – in “Sputi”, il disco del 2004 con Marco Paolini -, venga raggiunto da tutta la band per interpretare La guerra di Piero, col coro di tutto il pubblico.

L’impegno sociale e non violento del gruppo è risaputo, ed emerge anche da molte canzoni dell’ultimo disco, su tutte Il topo, anticipata dalla lettura della toccante poesia di Khaled Juma, ‘Oh bambini mascalzoni di Gaza, tornate!’, a ricordare che, nonostante i media non ne parlino più, il massacro perdura. Ma c’è spazio anche per quella marginalità che Monguzzi ha spesso cantato, da El pueblo entiende la poesia, diventata inno trascinante e gitano, a La musica dei poveri, Lombardia, Apecar o Cecco il mugnaio, con una coda rock inaspettata e graditissima, fino alle recenti Nel quartiere e Balordi.
E non può mancare la sintesi suprema e sorprendente: l’omaggio, inaspettato, ma doveroso e sincero, all’Ornella Vanoni “della mala”, con una Ma mi intensa, resistente ed emozionante, che attraversa 66 anni per arrivare fino a noi, mantenendo intatte energia e attualità. Calore, empatia, simpatia, sorrisi lievi e riflessioni profonde: ogni concerto dei Mercanti lascia sempre un ricordo da custodire. Un invito concreto ad andare ad uno dei loro prossimi live, come ad esempio quello del 09 gennaio all’Arci Bellezza di Milano…

Mercanti di Liquore
Druso, Bergamo
30/11/2025
