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Ci sono dei passaggi esistenziali che quando diventano delle canzoni e poi dei dischi, conservano una verità che appare come la misura reale di una ricerca indispensabile. E nella ricerca si sviluppano ancora di più i nostri cinque sensi, si assorbe la realtà come una spugna, e il nuovo si mescola con il vissuto per dare forma a nuove cose, a una sintesi, a un futuro da scoprire. Nel percorso di un artista, se tutto questo si allinea nel modo giusto, si costruiscono album solidi, credibili e sinceri, con l’urgenza di chi vuole raccontarci come sono cambiate le cose, quelle belle e quelle brutte, che sommate riempiono le giornate e la vita. E allora i viaggi a Londra o i nuovi suoni di chitarra acustica diventano le password per aprire nuove porte. E’ quello che è riuscita a fare Svegliaginevra, con un disco di nove tracce con cui prendiamo subito confidenza, per l’accoglienza dell’intreccio della sua bella voce con la chitarra acustica e per la ricercata leggerezza pop rock dei suoi arrangiamenti da band, e con testi ritmati con grande attenzione, dalla scelta, all’ordine delle parole.

 

Svegliaginevra ha già un percorso importante fatto di album, di grossi palchi, importanti collaborazioni e canzoni scelte dal cinema, però in questa manciata di brani sembra esserci molto di sé stessa, quasi a voler rimarcare una sorta di attitudine indie (intesa all’americana) che non lasci troppo spazio alle logiche del mainstream.

 

Foto di Chiara Ceccaioni

 

La fine della guerra è un disco omogeneo, che si compone di una tracklist che diventa un mosaico, una somma di nove tessere che creano un’unica immagine. Insomma è un disco che ha un’anima, in un momento in cui la musica si consuma per  “singoli”, far funzionare una struttura da LP non è merito da poco. Emerge l’anima da cantautrice di Ginevra che va a pescare in un sound acustico internazionale che spazia nel tempo, andando fino alla beatlelsiana La fine della guerra da cui prende anche il nome all’intero disco.

 

I temi che si affrontano sono legati ai sentimenti, alle varie sfumature delle relazioni amorose, dall’innamoramento, alla consapevolezza, alla tossicità, all’accettazione della perdita e dunque alla solitudine, e tutto viene raccontato con illuminanti istantanee di vita quotidiana che pescano nell’autobiografico, dalla memoria e dal vissuto, ma che con lucidità guardano necessariamente avanti, tra interrogativi e voglia di intravedere il futuro (Quando arriverà la pace dove andrò). Ci sono delle canzoni che colpiscono immediatamente, già ad un primo ascolto come Caramelle, Pessima Idea, Da Domani Cosa Farai? o I Fatti Miei, oltre alla bellissima e già detta title track, ma il consiglio è quello di ascoltarlo per intero questo disco, non solo perché così è stato pensato e concepito, ma perché si entra nel mondo di Svegliaginevra e se ne apprezzeranno meglio anche le sfumature più silenziose. Del resto l’ascolto è quello che tutti i dischi richiedono, e ancora di più quelli di cantautori e cantautrici, come questo.

 

Artista:
Svegliaginevra
Etichetta:
Nigiri / distribuito da Columbia Records / Sony Music Italy
Elenco Tracce:
01. Caramelle
02. Pessima Idea
03. Da Domani Cosa Farai?
04. I Fatti Miei
05. La Fine della Guerra
06. Fino a Quando Non Ti Vedo con Un’altra
07. Voglio Quello Che Vuoi Tu
08. Come Stai, Come Sto
09. Piove sul Mare
Produzione Artistica:
PAGA, Svegliaginevra
Anno di Uscita:
2026
Durata:
30:00