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L’avevamo preannunciato nella recensione del CD-anteprima “Canzoni À La Coque” (leggi la recensione), eccolo Volvèr, il nuovo doppio LP di Aida Satta Flores, inserito nel contenitore esperienziale e artistico chiamato ‘FAI LA TUA pARTE’, che prima o poi vedrà anche la pubblicazione di un libro autobiografico e di eventi multi-disciplinari, anzi, diagonali come avrebbe detto il suo vecchio amico Franco Battiato. Del resto gli artisti hanno quasi sempre più progetti in contemporanea, perché sanno che spesso il vento cambia direzione e perché non riescono ad accontentarsi, mai.

 

Questo nuovo album – uscito solo su doppio vinile e in digitale sulle varie piattaforme di streaming – esce a circa dieci anni dal precedente “Bellandare”. Oltre ad essere densissimo di note, arrangiamenti e ospiti, è la rilettura appassionata del primo album dell’artista, uscito nel 1992 dopo la terza partecipazione in sei anni a Sanremo col brano Io scappo via, sotto l’attenta produzione artistica dei Nomadi di Augusto Daolio e Beppe Carletti.

 

Il disco si chiamava “Il profumo dei limoni” e conteneva nove canzoni (qui a fianco sono indicate tra virgolette nell’elenco dei brani) e alcuni intermezzi. Volver contiene quei brani con ordine cambiato e l’inserimento di sei nuovi brani più una ghost track presente solo sull’LP e non in streaming (Il provino dell’inedito A cuore nudo).

 

 

È necessario parlare anche della confezione. Gli inglesi dicono don’t judge a book by its cover ma sappiamo tutti che la copertina di un disco o un libro sono determinanti per la nostra percezione dell’opera. Se le foto interne e quelle del retro di copertina – tutte in bianco e nero – vedono la Satta Flores nel 1992 da sola o insieme a Augusto Daolio, l’immagine principale è uno splendido ritratto, scattato da uno zio, di Aida bambina: una foto tenera, piena di chiaroscuri, di ombre e di luce.

 

Non è un dettaglio: molte canzoni dell’album, sia vecchie che nuove, parlano, cantano e a volte gridano per ritrovare l’innocenza dell’infanzia, la sacralità della vita, il rispetto delle donne. Insieme a frasi di Gibran e dell’artista stessa, i due LP – uno nero e uno bianco, rispettivamente con una rosa e un limone sull’etichetta – sono inseriti in buste che oltre ai testi contengono disegni, stavolta coloratissimi e alcuni davvero commoventi, di ragazzi di quartieri e parrocchie di Palermo. Quanto lavoro, quanta progettualità in questo album.

 

 

Musicalmente colpisce la pervicace volontà di Aida – in quest’epoca sintetica in cui le neo-star giornaliere del pop producono i loro brani nella cameretta di fantomatici e spesso risibili ‘producers’ – di servirsi di musicisti veri (del Conservatorio Scarlatti di Palermo) che suonano strumenti veri: non c’è neanche un sintetizzatore in queste quindici canzoni, ma pianoforte, fisarmoniche, violini, violoncelli, flauti, clarinetti, anche il theremin. Poi certo, chitarre bassi e batterie, ma anche quattro diversi cori a sottolineare e enfatizzare le partiture delle canzoni.

 

Ecco, le canzoni. Le vecchie e le nuove quasi non si distinguono, non solo per gli arrangiamenti che curano le timbriche, ma perché da sempre Aida, con quel suo modo di cantare intenso, con quelle pause tra le sillabe che estraggono emozioni, scrive e canta di vita, di bellezza strappata, di rinascita, di cambiamento.

 

Difficile segnalare alcuni brani, sono tutti belli e opportuni, ma La metamorfosi di un fiore dedicata alla giovane pakistana Saman Abbas uccisa in Emilia nel 2021, Fiori di carta (altro brano contro la violenza sulle donne) e la conclusiva Calimero vince sempre, in cui emerge tra le righe del testo la sua rinnovata fede Cristiana si ergono nel mazzo di fiori.

 

 

Molti gli ospiti di cui si è voluta circondare nell’album: Mariella Nava, Amedeo Minghi, Max Manfredi, Eugenio Bennato, Federico Sirianni, Cisco, Danilo Sacco, Mario Incudine e altri. Sarà la situazione contingente che circonda il nostro pianeta da ormai troppo tempo, ma l’intervento che emoziona fino alle lacrime è il finale di Il profumo dei limoni 2.0, con un monologo di Aida interpretato da Moni Ovadia che inchioda e commuove.

 

È un disco pieno di fiori, di rose, di limoni, di mele, di semi. La natura come esempio e ispirazione di bellezza, arte, vittoria sui soprusi e sulle brutture di vario tipo da cui siamo circondati.

 

Del resto Volver significa ritorno, e questo è un ritorno che va valorizzato acquistando i dischi e andando ai concerti di quest’artista, una donna dalla grande esperienza artistica e con una vita piena di incontri alti, che ha ancora un entusiasmo contagioso da ragazzina, che ama la vita e che fa di tutto per cambiare in meglio le cose in sé e intorno a sé.

 

(foto tratte dai profili social ufficiali dell’artista)

 

 

Artista:
Aida Satta Flores
Etichetta:
Azzurra Music
Elenco Tracce:
1. Semi di note (Satta Flores-Betta) – feat. Max Manfredi
2. “Marinai” (Satta Flores-Samaritano) – feat. Federico Sirianni e Sebastiano Burgaretta
3. “Fiori di carta” (Satta Flores) – feat. Mariella Nava
4. La metamorfosi di un fiore (Satta Flores) – feat. Amedeo Minghi
5. “Le mie mele” (Satta Flores) – feat. Corale Settima Polifonia e Manrico Signorini
6. “Pizzich’e vasa” (Satta Flores) – feat. Eugenio Bennato
7. “Qui la mafia non c’è” (Satta Flores) – feat. Cisco Belotti, Coro allievi Yellow School di Palermo, Davide Shorty, Mariano Tarsilla e Paolo Di Maria
8. “Il profumo dei limoni” – feat. Moni Ovadia, Corale Cantoris Teatro Massimo di Palermo, Giuseppe Ricotta
9. “Un bersaglio al centro” (Satta Flores) – feat. Augusto Daolio e Cisco Belotti
10. SarArcord (Satta Flores-Carletti) – feat. Danilo Sacco e Davide “Dudu” Morandi
11. Unn’è (Satta Flores) – feat. Mario Incudine
12. “Dove guarda il cielo” (Satta Flores) – feat. Lina Gervasi
13. Parlare con i limoni (Piferi.Jannacci-Baldwin Harris) – feat. Mariella Nava e Max Manfredi
14. “Io scappo via” (Satta Flores)
15. Calimero vince sempre… perché vince chi molla (Fabi-Satta Flores) – feat. Lina Gervasi e Corale Settima Polifonia
Produzione Artistica:
Aida Satta Flores
Musicisti:
Aida Satta Flores Ensemble Conservatorio A. Scarlatti di Palermo
Anno di Uscita:
2025
Durata:
75:05