Sono i locali del Revel Scalo d’Isola,
invero un po’ troppo tetri rispetto alla solarità del personaggio, ad ospitare la
presentazione del primo cofanetto antologico di Giorgia, in uscita oggi con il titolo Spirito Libero, viaggi di voce 1992-2008. Sedici anni sono passati
da quando la cantante romana percorreva i primi passi della sua carriera in
alcuni locali romani – a volte in compagnia del padre anch’egli musicista – e non si può dire certo che per lei il tempo non sia passato e che questo periodo
di tempo non sia coinciso con un profondo cambiamento, musicale e soprattutto
personale. Per capirlo basta ascoltarla raccontare questo triplo disco: «Quando
dalla Sony BMG mi proposero di fare un cofanetto con dentro la mia musica
rimasi molto titubante. Mi sembrava presto e temevo di non riuscire nemmeno a
riempirli tre cd. In realtà dietro questo timore si nascondeva la mia
difficoltà a fare i conti con certe cose del mio passato. Come saprei è un esempio di questa paura: fino a poco tempo fa la
versione originale non riuscivo proprio a sentirla e avrei voluto rifarla
completamente, invece oggi la potete trovare qui dentro come la incisi allora.
Piano piano sono riuscita ad accettarla e questa per me è stata una grande
lezione». Una lezione, quella del saper accettare il proprio passato, che per
Giorgia è passata inevitabilmente dall’accettare sé stessa: «Proprio con questo
disco ho capto di essere meno sulla difensiva nei confronti di chi sono.
Realizzarlo è stata una specie di autoterapia». E difatti questi “Viaggi di
voce” sono un’ottima carta d’identità per capire chi è questa ragazza che,
partita nei primi anni novanta come interprete di un pop dalla venature soul molto
castigate, è arrivata oggi ad essere un’artista piuttosto decisa e sempre in
movimento tra musica acustica, elettronica e duetti dal grande calibro. Proprio
ai duetti è dedicata gran parte della track-list del terzo dei tre dischi,
sottotitolato “per (r)incontrarsi”, dove compaiono i brani cantati con Mina («un’esperienza che mi ha dato
tantissimo»), Fiorello, Ronan Keating ed Elio e le Storie Tese («dopo T. V. U. M. D. B.
e la partecipazione al loro ultimo disco faremo ancora qualcosa insieme, ce lo
diciamo sempre»), ma anche le partecipazioni di Herbie Hancock («un onore enorme per me») e Pino Daniele. Gli altri due dischi (sottotitolati rispettivamente “per
abbracciarsi” e “per liberarsi”) raccolgono invece le ballad d’amore e i brani
più dinamici («col primo disco si soffre, con il secondo ci si scatena»). Tre
gli inediti, tra cui il primo singolo Per
fare a meno di te, brano compreso nella colonna sonora del film “Solo un
padre” di Luca Lucini, che vede Giorgia di nuovo alle prese con la colonna
sonora di una pellicola: «Per me il cinema è uno stimolo importante. Da un film
l’ispirazione per scrivere mi arriva in modo molto veloce. Per questa canzone
mi è stato mandato il tema di piano da Fabrizio Campanelli e ho scritto il
testo conoscendo già la storia narrata dal regista». Ma il cinema è solo una
delle tante attività affiancate alla musica di Giorgia, la quale collabora
attivamente al progetto “Earthache” (www. earthache. it),
che nasce con l’obiettivo di sensibilizzare sui temi dell’emergenza ambientale
e sulla necessità di un cambiamento di stili di vita. Inoltre dal 25 novembre
sarà uno spazio radiofonico (Radio spiritolibero) sul sito Dada. net, dove farà
sentire tutta la musica che ha influito sul suo percorso artistico. E per i
live l’appuntamento è unico e importante: l’1 dicembre all’Auditorium Parco
della Musica di Roma, dove «ci sarà una festa con tutta la gente che mi ha
accompagnato in questi sedici anni. Stiamo cercando di organizzare una cosa
piuttosto particolare, divisa in diversi set (solo voce, elettronico, acustico,
con la band) per dare spazio a tutto quello che ho combinato fino ad oggi». (Luca Barachetti)
http://www.giorgia.net
