
Nel 2002 Alice propose un album di qualità (in linea con lo spessore della sua discografia) dal titolo “Eri con me” con il quale interpretava alcuni brani della discografia del suo grande amico Franco Battiato (ricordiamo, a questo proposito l’album “Gioielli rubati” del 1985). Un lavoro, “Eri con me”, che venne premiato con la Targa Tenco come migliore interprete e ne seguì anche un fortunato tour. Nulla di nuovo, certo, anche perché Alice, specie negli ultimi decenni, è artista perennemente in tour nel nostro paese e il due di luglio, nell’ambito della manifestazione ‘Estate al Castello’, è tornata a Milano con un live che porta proprio quel titolo.
Il concerto (che come sempre ha visto la produzione di IMARTS International Music & Arts di Francesco Cattini) ha sancito, ancora una volta, il pregio di questo progetto grazie ad una straordinaria congiunzione artistica composta da canzoni di grande spessore interpretate in maniera profonda e sentita da parte di Alice (la data del 02 luglio a Milano era inserita nell’edizione 2025 di ‘Rock Your Mind’). A ciò si aggiunga la maestria al pianoforte del Maestro Carlo Guaitoli e la sua conduzione dell’Orchestra Filarmonica Italiana che ha saputo interpretare le musiche con qualità e sensibilità sopraffina. Senza dimenticare la perizia tecnica, ai suoni, di Pino ‘Pinaxa’ Pischetola, collaboratore ultradecennale, come Guaitoli, di Battiato.
A questo mix di alta qualità si può senza dubbio aggiungere anche l’attenzione del pubblico che ha seguito il concerto quasi fosse in una chiesa. Attenzione alle parole cantate, rispetto e ascolto delle musiche, predisposizione alla riflessione consci ed abituati al fatto che la produzione di Battiato è materia su cui l’attenzione e la ‘riverenza’ deve essere sempre massima perché non qui non parliamo propriamente di canzoni, di intrattenimento, ma di brani che diventano spiragli di luce verso l’infinito. E, chissà, forse l’artista siciliano era presente nell’area del concerto per ascoltarlo ed apprezzarne la qualità in termini di passione e di amore nei suoi confronti. È inoltre opportuno sottolineare che il concerto era sold out da tempo a riprova che la qualità viene sempre premiata. La felicità di Alice nell’essere su quel palco ad interpretare “quelle canzoni” – e tutto quello che si è manifestato, con grande semplicità, gratitudine, professionalità – è arrivato al pubblico come un abbraccio pieno di affetto.

Infatti il live è stato come una sorta di esperienza bidimensionale: la musica e le parole provenienti dal palco e, insieme, il pubblico che riceveva (ricambiando) delicate carezze musicali, stimoli di pensieri “alti”, vertigini di stati d’animo che cercavano la pace interiore.
Il concerto ha rappresentato una sorte di costante cammino su una sorta di linea di confine tra mondi vicini ma, al contempo, lontani e impenetrabili dove la misteriosa magia della musica, di quella “particolare” musica, sa ergersi a rappresentare la porta di accesso tra mondi distanti tra loro. Non a caso, forse, il brano che ha aperto la serata è stato Da Oriente a Occidente quasi a volere sottolineare che la musica è una grazia, un avatar, un testimone, con cui è possibile attraversare mondi (lontanissimi…); presenze che ci sostengono nel viaggio, che promettono ogni bene. In questo viaggio è quindi possibile incontrare Segnali di vita che contribuiscono a decifrare i segni sul cammino, a decriptare nuovi linguaggi e indicazioni del migliore percorso da intraprendere.

Di questi segnali sono anche protagonisti Gli uccelli, che con il loro volo rendono tangibile la presenza, invisibile ma eterna, di chi ha definito il movimento delle “meccaniche celesti” e di tutto ciò che queste rendono possibile. Nel cammino è necessario non sentirsi soli e avere la certezza che qualcuno è accanto anche quando non parrebbe esserci presenza alcuna. Perché tutti abbiamo bisogno di qualcuno da ringraziare, un giorno, a cui dire che Eri con me nel momento del bisogno e che, questa presenza, ha rappresentato La cura per i momenti di sconforto e debolezza. Nel tempo del viaggio vi è ovviamente il pensiero verso la meta che può essere un luogo, una situazione, un compito, una persona. Allora questo pensiero non può che essere quello del E ti vengo a cercare anche se il soggetto della ricerca non è consapevole di ciò. Una ricerca che non può prescindere, talvolta, dal bisogno di Un’altra vita perché quella vissuta non è, magari, quella migliore immaginata e allora bisogna saper scegliere strade di cambiamento.

Nel cammino si possono osservare tante cose, situazioni, luoghi, esperienze passarci accanto come accade, ad esempio, con Il Re del mondo che è capace di impadronirsi dei nostri cuori oppure osservare I treni di Tozeur (o di tante altre destinazioni verso le quali si vorrebbe andare, ma poi…) che si apprestano all’orizzonte e poi svaniscono nella nebbia del ricordo. E a proposito de I treni di Tozeur, vien da sé ricordare il 1984, anno in cui Alice e Battiato parteciparono all’Eurofestival proprio con questo splendido brano. Qui in alto una delle foto simbolo usate per promuovere quell’evento.
Camminando si apre il cammino e così è possibile ritrovarsi in differenti luoghi dell’anima nel gelo dell’inverno di una Prospettiva Nevskj oppure nel caldo di una solitaria spiaggia estiva leggendo su un cartello surreale che di Summer in a solitary beach si tratta. Due differenti dimensioni figlie della stessa vita. Come ci hanno insegnato tanti testi che parlano di viaggi è bene saper cantare per ingannare il tempo, per farsi coraggio, per fare sentire la propria presenza anche ai demoni che portiamo dentro di noi e allora va bene anche una Chanson egocentrique che possa scacciare, grazie alla magia del canto, L’animale che ciascuno si porta dentro e che spesso emerge a distruggere la bellezza dell’umanità, fino a compatire e piangere per quella Povera Patria interiore che regge la nostra vita.

Il cammino rende liberi, il cammino ci fa crescere, il cammino ci pone tante domande alle quali dobbiamo cercare di rispondere. Una delle quali, forse la più importante, ma difficile, è Io chi sono? a cui dobbiamo dare riscontro a noi stessi per darci la forza di respingere quei Veleni che i sette peccati capitali spingono verso di noi. Se riuscissimo a superare questa prova e a non ascoltare il canto malefico ed ingordo delle Sirene, potremmo liberare al cielo la nostra Lode all’inviolato curvando lo sguardo Sui giardini della preesistenza ed ascoltare, senza interruzioni o interferenze di sorta, Le sacre sinfonie del tempo. Intorno a noi, anche nel più ampio ed imperscrutabile deserto dell’anima, potremmo trovare qualcuno che ci saluta e sorride e noi, a nostra volta, contraccambiare, rendendo possibile con il nostro saluto attimi di esistenza altrimenti inudibili.
Il cammino è il segno della vita e, come per i pellegrinaggi in solitaria, spesso è fatto per una persona in particolare. Magari Per Elisa, una amica, una sorella, una persona amata, una figlia, magari, per poter costruire, mattone dopo mattone, sofferenza dopo sofferenza, gioia dopo gioia, La stagione dell’amore oppure scoprire che è giunta, inattesa, L’era del cinghiale bianco e, insieme, la consapevolezza che tutto si è compiuto e così, superando il confine dare L’addio al passato, a ciò che è stato aprendo le porte al nuovo, al futuro, all’eternità.
Alice ringrazia felice il pubblico che non ha lesinato apprezzamenti con garbo e misura. La stessa gioia si evidenzia nel volto sorridente del Maestro Guaitoli che ha guidato con perizia e passione i musicisti dell’Orchestra Filarmonica Italiana presenti sul palco. Il pubblico può ora riemergere dai mondi in cui la musica, il canto, le parole ascoltate e interiorizzate l’hanno condotto. Il tempo, fermato dalla magia delle note, è ora libero di muoversi. Invisibile, ma presente, Franco Battiato probabilmente ha sorriso con piacere, consapevole che con la sua arte ha dato risposta alla domanda che pose, a sé stesso, in un tema scolastico e, insieme, alla domanda esistenziale che si pose tanti anni prima: “…ti sei mai chiesto quale funzione hai…”. E noi, ce lo siamo chiesto…?

Dove non indicato, le foto sono prese dai profili ufficiali dell’artista
Alice
Milano, Castello Sforzesco
02/07/2025
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