Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

Per contattare la Redazione
o avere informazioni, SCRIVI a:

Un nuovo, doppio progetto per Beatrice Campisi: la cantautrice siciliana ha recentemente pubblicato L’ultima lucciola, un album di otto brani, accompagnato da un libro di poesie illustrato da sua sorella Elisabetta Campisi ed edito da Edizioni Underground?

 

 

L’ultima Lucciola (cd E Libro)
Festival Canzoni e Parole – Foto di Danilo Samà

 

Il titolo del lavoro è ispirato ad uno scritto di Pier Paolo Pasolini, uscito sul Corriere della Sera il 1° febbraio 1975 e noto come “l’articolo delle lucciole”, in cui lo scrittore rifletteva sui mutamenti intercorsi nello scenario politico-sociale italiano con l’avvento del consumismo, che aveva comportato a suo avviso degenerazione e imbarbarimento. La lucciola è pertanto il simbolo della necessità di “restare umani” anche quando la realtà intorno a noi appare problematica e sconfortante. Un’immagine, quella del piccolo insetto luminoso, particolarmente significativa per un disco carico di suggestioni provenienti dalla terra natale dell’artista, che vuole rivolgere uno sguardo alle ingiustizie del mondo e nel contempo indagare l’interiorità.

 

L’ultima lucciola esplora sonorità differenti: atmosfere mediterranee e balcaniche, pop, folk-rock e psichedelia, alternando l’italiano al dialetto nei vari episodi. La traccia di apertura, Elanbeco (acronimo dei nomi dei componenti della famiglia di Beatrice) racconta la storia di un ulivo secolare che,

L’ultima Lucciola (cd E Libro)
Foto di Lù Magarò

nella sua lunga esistenza, è stato testimone di vicende che hanno segnato la storia della Sicilia, quali l’arrivo dei garibaldini, le due guerre mondiali, il 2 dicembre 1968 (quando ebbe luogo un eccidio di braccianti ad Avola) e le stragi di mafia. Nella seconda parte del brano, un assolo di fisarmonica ci conduce alla conclusione che si scioglie in una tarantella.

 

Tripoli è ispirata alle esperienze di alcuni giovani migranti che la cantautrice (laureata in Filologia classica) ha conosciuto al CPIA di Milano, dove insegna italiano, e allude al vissuto di chi transita dai centri di detenzione libici dopo il lungo “viaggio della speranza” dall’Africa centrale verso l’Europa. Il brano rievoca le sensazioni di un migrante adolescente, prima nei vicoli della città nordafricana e poi durante la sua traversata nel Mediterraneo, tramite una voce narrante che se ne fa interprete. Mentre odori, suoni e colori mutano e il senso di smarrimento attanaglia il protagonista, non gli resta che aggrapparsi ad un sogno di libertà, immaginando un futuro in cui realizzare il proprio desiderio di un’esistenza dignitosa. A livello musicale, il brano è incentrato su un loop di basso e batteria, mentre la chitarra elettrica e l’organo sostengono l’intensa interpretazione vocale di Beatrice. In Mappe stellari viene invece assunto il punto di vista di una persona alla ricerca della propria identità di genere, che trova conforto, nella sua difficile presa di coscienza, nell’amicizia di una persona che la saprà comprendere.

 

Altro brano degno di nota è Sogno blu, dal sound quasi psichedelico (grazie all’Hammond di Riccardo Maccabruni), nel quale un viaggio a piedi si fa metafora della vita e della scoperta di sé. I travolgenti suoni balcanici (anche qui Maccabruni fornisce un significativo apporto con la sua fisarmonica) di Zingarò ci trascinano invece in una danza sfrenata “sotto la pelle delle stelle” all’insegna della libertà: quella della vita “nomade” dei musicisti, ma anche di chi, per scelta o per la propria cultura di origine, considera la propria dimora qualsiasi luogo dove può albergare il suo cuore. Europa invita ad una riflessione sui conflitti che stanno insanguinando il nostro continente (e non solo) mentre la chiusura è affidata alla breve Vanniata: le “vanniate” sono le frasi dialettali con cui i venditori ambulanti richiamano i passanti, reminiscenza dell’infanzia di Beatrice, a cui si intreccia la recita della “dduminaria” per la festa di San Giuseppe.

 

Il volume che porta lo stesso titolo del disco contiene tutti i testi delle canzoni, i QR code per ascoltarli ed altri componimenti, in poesia e in prosa, in cui emerge la volontà di mettere a nudo i recessi più reconditi dell’animo e di individuare nella realtà che ci circonda simboli e corrispondenze permeate da un’intensa energia femminile.

 

La lucciola è un insetto delicato e fragile, ma insieme alle sue compagne può rischiarare la notte. Auspichiamo, dunque, che quella di Beatrice Campisi non sia “l’ultima lucciola”, ma che la musica, l’arte e la poesia possano continuare a ritrarre la realtà, a tramandare la memoria e ad illuminare il nostro cammino.

 

L’ultima Lucciola (cd E Libro)
Foto di Lù Magarò
Artista:
Beatrice Campisi
Etichetta:
IRD/Believe Digital (album); Edizioni Underground? (libro)
Elenco Tracce:
01. Elanbeco
02. Lassami accussì
03. Tripoli
04. Mappe stellari
05. Sogno blu
06. Zingarò
07. Europa
08. Vanniata
Produzione Artistica:
Alosi
Musicisti:
Beatrice Campisi: voce, cori, tamburo (Elanbeco, Zingarò, Vanniata) - Riccardo Maccabruni: pianoforte, chitarra classica (Elanbeco, Lassimi accussì), chitarra acustica (Mappe stellari), organo, fisarmonica, cori (Europa) - Elisabetta Campisi: basso e cori (Sogno blu) - Andrea Pisati: batteria e percussioni – Alosi: chitarra acustica (Tripoli, Europa) - Rosario Lo Monaco: chitarre elettriche - Laura Bagnis: ghironda (Europa)
Anno di Uscita:
2025