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Con la pubblicazione di Fino a completa guarigione (Battiatosophia Vol. II) di Marco Masoni (Aurea Nox, 2024), si schiude il secondo tomo di un’esplorazione che travalica la mera biografia. Masoni non si limita a tracciare la cronaca dell’artista, ma intraprende un viaggio ermeneutico nella “filosofia umana e artistica” di Franco Battiato. Il titolo stesso (tratto da un verso de Le sacre sinfonie del tempo), funge da bussola per i temi portanti: lo slancio vitale, la ricerca incessante e l’imperativo del continuo miglioramento personale.

 

Masoni orchestra un’opera polifonica, unendo interviste inedite (raccolte nella primavera 2024) a dichiarazioni meno note di Battiato (disseminate in contesti radiofonici e televisivi) con le proprie considerazioni e ipotesi. Vario il coro delle voci, spaziando dai colleghi come Fabio Cinti, Aida Satta Flores e Luca Madonia, a collaboratori storici come Gianfranco D’adda e Filippo Destrieri, fino a divulgatori quali il giornalista Fabio Zuffanti e il musicologo Carlo Boccadoro.

 

L’immagine che emerge non è quella che spesso risulta nei libri usciti sull’artista catanese dal 2021 in poi, quella stucchevole del “santone” pacificato. Masoni tratteggia Battiato come un artista di straordinaria coerenza nella sua apparente incostanza. Il successo e le risorse economiche, lungi dall’essere fini a se stessi, erano strumenti di libertà per coltivare la sua ricerca interiore e spirituale. Ci viene svelato un Battiato incredibilmente disciplinato, un architetto del tempo che non sprecava un istante, dedicandolo metodicamente allo studio, alla pittura, alla musica e alla meditazione. In studio di registrazione era l’emblema dell’efficacia, arrivando con idee “chiarissime” e spesso fissando la traccia vocale o strumentale “buona la prima”, frutto di una preparazione maniacale.

 

Battiato nella famosa foto di Roberto Masotti usata per l’album “La voce del padrone” del 1981

Il volume non indietreggia di fronte a possibili zone d’ombra. Ci viene svelato, per esempio, come il filosofo Manlio Sgalambro riciclava ampi stralci dai suoi precedenti scritti. Ma la vera miccia critica risiede nel capitolo ‘Anche Battiato copiava’. Masoni (seguendo, in verità, una pista già battuta da una parte della critica) si addentra nell’uso sistematico da parte di Battiato di campionamenti, citazioni musicali e rielaborazioni da fonti classiche (da Bach a Wagner, da Holst a Tchaikovsky), spesso operate con un’assoluta mancanza di accredito. L’atto di “tagliare e cucire” emerge come un modus operandi strutturale, una costante metodologica che dalla sperimentazione dei ’70 si è fatta strada nell’era ‘pop’ (termine inteso tra mille virgolette…).

 

Tuttavia, sono le clamorose testimonianze sull’origine di alcuni testi che rischiano di infiammare il dibattito. Don Francesco Capolupo rivendica la paternità della prima strofa e di una frase centrale, frutto di una sua poesia inviata a Battiato nel 1999, di Tutto l’universo obbedisce all’amore. Ma è l’editrice del volume, Grazia Velvet Capone, a sollevare l’ipotesi più spinosa. Parti essenziali di due pilastri della discografia battiatiana – E ti vengo a cercare e La cura – deriverebbero da sue lettere anonime inviate all’artista. E ti vengo a cercare, in particolare, sarebbe stata riconosciuta istantaneamente dalla Capone come la sua profonda espressione di amore spirituale. La reazione di Battiato al confronto? Un brusco e netto: “Tu vaneggi!”. Nel caso de La cura, il testo sarebbe nato da una lettera in cui la Capone esprimeva un amore assoluto, con riferimenti esoterici (Alice Bailey) e la volontà di proteggere l’essenza dell’amato (“l’essere speciale”) — un’origine che stride con la versione di Battiato che l’attribuiva all’essere stato “passato da una cellula superiore”.

 

Di fronte a queste “omissioni”, Masoni mantiene un giusto equilibrio, sospendendo il giudizio: si tratta di colpevole omissione, dimenticanza o rimozione inconscia? L’enigma resta.

 

‘Fino a completa guarigione’ è, in definitiva, un’opera che ha il grande merito di spogliare Battiato dall’aura agiografica per restituirci l’immagine di uomo curioso, ironico e straordinariamente strutturato. Le ‘rivelazioni’ sui presunti testi copiati non sminuiscono la grandezza dell’artista, ma semmai ci offrono nuove informazioni sul suo modus operandi. Battiato emerge non solo come un creatore, ma come un superbo sintetizzatore e un ricettore magistrale di stimoli spirituali e culturali, trasformati poi in arte unica e riconoscibile. Il libro è un invito chiaro per il lettore: non fermarsi alla superficie, ma continuare l’esplorazione nel vasto e stratificato universo battiatiano.

Artista:
Marco Masoni
Editore:
Aurea Nox
Anno:
2025
n° Pagine:
224
Prezzo:
18.00