Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

Per contattare la Redazione
o avere informazioni, SCRIVI a:

Non dovrebbe essere difficile ammetterlo: a certi giochini ci abbiamo giocato tutti, chi di più, chi di meno.
Certo, la questione si complica per quelli che, come il sottoscritto, si considerano “Figli di Alta Fedeltà”, persone a cui il capolavoro di Nick Hornby ha cambiato la vita o ha regalato loro la sensazione che qualcuno ci avesse scritto un libro.
La questione si complica perché stiamo parlando del gioco delle Top 5, il voler a tutti i costi classificare album, canzoni, film e sottoinsiemi vari (i migliori brani di apertura della storia del rock?) in graduatorie personali, che ognuno di noi sa di essere l’unico in grado di stilare correttamente. Amicizie rovinate, fidanzamenti interrotti, famiglie distrutte per discussioni su chi inserire al 3° posto nella Top 5 delle “copertine con predominanza di giallo nella musica prog tra il 1968 e il 1981”, la questione è complicata, dannatamente complicata. E non bastassero i problemi succitati, Marco Di Pasquale pubblica un libro che già dal titolo invita alla discussione, quella feroce: i 100 più grandi della musica, di ogni genere, di ogni luogo, di ogni tempo. Questa aspira a diventare LA Classifica, se capite il senso del maiuscolo.

 

Certo è che Marco prende il compito con serietà, consapevole dei rischi e dei pericoli, ma soprattutto dall’alto di una competenza importante e già dimostrata nelle precedenti pubblicazioni (leggi la recensione di Rock Hits).
Il senso del libro sta principalmente nell’amore, sconfinato, vero, vivo, che Di Pasquale prova per la musica tutta.
Dice bene nella illuminante introduzione, fondamentale per capire il significato delle pagine successive: “il minimo che possa fare un musicologo è ascoltare la musica di tutto il mondo”; no, non è un invito ad ascoltare TUTTA la musica del mondo, sia ben chiaro, ma un esempio forte di come una passione non possa essere rinchiusa dentro steccati di genere, categorie, etichette.

 

100 nomi quindi, dei più variegati, di ogni epoca, di ogni modalità in cui nel corso dei secoli si è declinata la parola “musica”, nessun confine, che poi i confini servono solo per provare ad attraversarli e creare strade e percorsi nuovi.
100 schede, precise e sintetiche, per ogni artista citato una biografia adeguata, un inquadramento musicale e un’opera che la\lo rappresenti. Le storie quindi, che si intrecciano tra di loro pur attraversando 3 secoli di Storia, tra censure, dipendenze, rivoluzioni, scoperte, tragedie. 3 secoli di vite, come fossero singole note musicali, che Di Pasquale ha la motivata presunzione di dimostrarci che facciano parte di un unico enorme spartito.

 

Inutile e sbagliato provare a fare un riassunto del libro, che io ho letto in modo forse poco ortodosso, ma con grande soddisfazione: dopo la lettura canonica, ho passato ore ad aprirlo a caso e a rileggere i capitoli in ordine casuale.
È capitato quindi che passassi dalla musica classica al rock, dalla musica popolare africana alle colonne sonore, dalla canzone d’autore al jazz. Differenze? Molte meno di quelle che immaginassi prima di leggere questo libro.
Perché una volta finito di discutere su quale sia la migliore Top 5 (ma la mia, è ovvio!), Di Pasquale ci regala una visione di insieme talmente affascinante, che vien voglia di farla anche noi la Top 100, con la consapevolezza che stavolta avremmo molto da imparare dagli altri e da questa “faccenda complicata” (ma lo è davvero poi?) che chiamiamo musica.

Artista:
Marco Di Pasquale
Editore:
Arcana
Anno:
2025
n° Pagine:
337
Prezzo:
19.5