Ah, la Sicilia. È un piacere tornare a scrivere di cantautrici siciliane, poco tempo dopo l’uscita del nuovo disco di Carmen Consoli. E con gioia, perché quella di Francesca Incudine è, insieme a Beatrice Campisi e Luisa Briguglio, una delle voci più intense e originali della musica d’autore che si tinge di folk, non solo siciliana, ma italiana. Dopo svariati premi vinti e collaborazioni importanti, sette anni fa arriva anche la meritatissima Targa Tenco (sez. Dialetto) e il Premio Bianca d’Aponte. La cantautrice ennese ha poi proseguito il proprio percorso di ricerca e di studio, approfondendo la storia, quella con la S maiuscola, che si intreccia con quella minima, di donne resistenti, indipendenti, forti, che, dal passato lontano o recente, continuano a parlarci attraverso la sua voce espressiva e limpida, in questo Radica.

Seguiamo così il percorso, umano e artistico, di una cantautrice che lascia la sua terra d’origine, per reinventarsi altrove, ma sempre portando con sé le radici, che medicano le ferite della lontananza, e spingono a tornare, sulle ali del pensiero, dei ricordi e della magia che solo la musica sa creare. In Unni vai, assaporiamo i versi: “E scorre lungo tutto il paese Questo amore che mi ha fatta crescere E sento il richiamo delle mie origini Ma la mia casa non è lontana E canto, canto ancora la mia terra E ballo ancora la tarantella”, ma capiamo che la maturità dell’artista sta nel reagire a lontananza e difficoltà con la forza dei suoni, della sua voce, del suo tamburo, che rappresenta, in tutto il disco, una sorta di controcanto, di amico che lei prende per mano e fa risuonare del ritmo del cuore.
Ma ci sono altre storie, altre donne, specchio ed esempio per la vita sua e di tutte, come Mariangela Maccioni, la protagonista di Sa Mastra, la cui vicenda di maestra elementare perseguitata durante il fascismo suona ancora contemporanea e viene raccontata con testi e musica efficaci (vedi il video); o come Sabeen Mahmud, attivista pakistana, ricordata, in Zinda (Viva) con versi urdu, cantati da Simal Nafees e con suoni di sitar del karachiota Nafees Ahmad; o ancora come l’anonima maestra di Du paruleddi, che insegna italiano agli adulti, in particolare a una madre che vuole scrivere “due paroline” al figlio emigrato, in una ballata delicatissima e che tocca il tema inedito dell’analfabetismo.
Al progetto fanno eco i suoni, che utilizzano ampiamente gli strumenti della tradizione, tra tamburello, bouzouki, fisarmonica, darbouka, mandolino, oltre a una splendida sezione di archi; il tutto per cucire un abito adatto alla voce intensa e duttile di Incudine, che sa vibrare tra emozione, ironia e forza espressiva, sottolineata dalla sua maestria nel suonare il tamburello.

Durante l’ascolto, si fa strada la percezione che esista un filo rosso che lega tutte le canzoni: le radici sono la metafora che indica il fondamento dei valori più importanti, che dobbiamo custodire e amare, primo tra tutti la libertà: di scegliere, di esprimerci, di vivere senza costrizioni. In questa prospettiva vanno interpretati non solo l’unica cover del disco, quella Cara Maestra di Tenco che subì la censura del tempo, ma anche l’omaggio a Ignazio Buttitta, in Nun mi lassari sulu, cantato con Raffaele Pullara, un inno alla fratellanza: “Abbattiamoli questi muri fatti di pietra e dolore Che alziamo ogni giorno Ti abbraccio con questo canto”. Lasciamoci abbracciare anche noi, dal canto purissimo e ricco di libertà e dalle canzoni di un’artista vera.
“RADICA live”, parte il 21 dicembre da Santa Teresa a Riva il tour di presentazione del nuovo album.
Le altre date:
Roma il 16 gennaio – Antica Stamperia Rubattino
Milano 21 febbraio – Cfup
Enna 20 marzo – Teatro Neglia
Palermo 15 maggio – Teatro Atlante

Foto di Raffaele Pullara
Francesca Incudine
Moonlight Records / I.R.D.
01. Unni vai
02. Ci fu un tempu
03. Ciuri i limuni
04. Malalingua
05. Zinda
06. Nun mi lassari sulu
07. Sa mastra
08. Unzi, dunzi, trinzi
09. Ballata ppi la bedda
10. Cara Maestra (Luigi Tenco)
11. Du paruleddi
12. Tri scaluna
13. Non è finita
14. Coroncina in onore di Maria SS. della Visitazione di Enna
Manfredi Tumminello, Raffaele Pullara, Salvo Compagno; Mario Incudine ("Coroncina"); Antonio Vasta ("Du paruleddi")
Francesca Incudine: voce e tamburello; Manfredi Tumminello: chitarra e voce, arrangiamenti; Raffaele Pullara: mandolino, violino, fisarmonica, bouzouki, ukulele e voce, arrangiamenti; Salvo Compagno: percussioni e arrangiamenti; Pino Ricosta: basso; Mario Tarsilla: basso; Davide Inguaggiato: contrabbasso; Samuele Davì: tromba; Daniele Schimmenti: contrabbasso, darbouka; Antonio Vasta: pianoforte e fisarmonica; Salvatore Clemente: violoncello; Riccardo Botta: viola; Giovanni Arena, Germana Di Cara: voce; Simal Nafees: voce; Nafees Ahmad: sitar; Mario Incudine: pianoforte e voce; Angelo Incudine: fisarmonica
2025
50:00
