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L’Isola e gli eventi nella sede del Club Tenco. Nella settimana sanremese, sei giorni di live, presentazioni di libri e dischi, ospiti e ascolti di brani e video condivisi

Sa(n)remo senza confini: non solo festival nella città della musica

La musica e il valore delle emozioni.

Archiviati i commenti della 68ª edizione del Festival, vi raccontiamo invece della settimana sanremese de L’Isola che non c’era, che vedeva chiudere la sua trasferta in una bella domenica di sole con una montagna di zaini, trolley, borse (e non solo sotto gli occhi), macchine fotografiche e un gruppo di persone pronte a tornare verso casa. Chi a Roma (ma quanto è complicato arrivare/tornare a Sanremo dalla capitale?), chi a Milano, Genova e Torino.

Fatica, ore di sonno da recuperare, polpacci duri come pietre, ma la convinzione che qualcosa di importante sia successo. E non ci riferiamo alla “novità” che il direttore artistico del festival fosse Claudio Baglioni (per la cronaca, una scelta per noi positiva) ma dell’iniziativa “Sa(n)remo senza confini”, un format tenacemente voluto dalla nostra testata e concepito proprio per far dialogare due mondi apparentemente lontani.

Le porte e gli spazi della sede del Club Tenco sono infatti rimasti aperti durante il Festival di Sanremo proponendo alcune iniziative live (qui sotto Roberta Giallo, sua la prima esibizione). Non certo e non solo un’apertura ‘fisica”, che comunque potrebbe di per sé già essere significativa (magari per portarci dentro qualche visitatore che non conosce a fondo la storia di questo Club o per dare asilo a qualche estimatore della rassegna che vive anche il festival), ma qualcosa di più concreto, un nuovo modo di concepire la fruizione musicale in questi anni Dieci così maledettamente complicati. Non era la prima volta in assoluto, visto che nel 2016 Freddy Colt, in collaborazione con il Centro Stan Keaton, diede vita a tre intensi pomeriggi in cui presentò diversi libri musicali. E anche nel 2017, oltre che una mostra / installazione visitabile tutta la settimana sanremese, ci fu un live, quello del cantautore genovese Mladen, talentuoso personaggio fuori dagli schemi e vero performer che trasforma ogni esibizione in uno spettacolo totale dove anche la parte attoriale ha un forte impatto emotivo. Piccoli segnali che negli ultimi due anni avevano aperto una strada, ma che questa volta sono diventati una programmazione più strutturata, con oltre 20 live e 5 presentazioni/interviste.

L’operazione si è sviluppata in una proposta di divulgazione musicale che ha visto L’Isola che non c’era strutturare un format di tre ore giornaliere (dalle 15 alle 18, da martedì 6 a sabato 10 febbraio) in cui presentare libri, dischi, approfondire alcuni argomenti con ospiti e interviste o ascoltare, in maniera condivisa, brani e video di artisti storici passati negli ultimi 60 anni dal Festival. Il tutto nel cuore della manifestazione italiana più seguita da pubblico e addetti ai lavori. Nessuna grande novità a dire il vero, ordinaria amministrazione per chi si occupa di musica, ma in questo caso non possono sfuggire i tempi e gli spazi scelti per farlo. Più avanti potrete leggere il programma, ma prima lasciateci dire che l’apertura della sede del Club Tenco ad eventi e presentazioni musicali durante il Festival di Sanremo, in maniera così organica e strutturata, è un segnale preciso di come due realtà così strategiche possano convivere. Ognuno con la propria specificità e autonomia, sia chiaro.

E se chiaro ancora non fosse, crediamo che il titolo scelto, quel “Sa(n)remo senza confini”, spieghi invece bene - nel suo gioco di parole - la voglia di andare oltre, di superare i confini che spesso vengono messi dal pregiudizio. Da entrambe le parti. Lo dicevamo prima, L’Isola ha proposto prima e caldeggiato poi la realizzazione di questa iniziativa così ampia perché altro non fa che proseguire un discorso iniziato nel 1996, anno della sua nascita. Un tassello ulteriore che rafforza il nostro sforzo di avere come punto di riferimento editoriale la canzone d’autore ma di seguirne anche le evoluzioni, le contaminazioni, i nuovi linguaggi e quella tensione sincera di ascoltare, “senza pregiudizi” appunto, quel che gli artisti italiani hanno da comunicare. Indipendentemente dal genere, dagli arrangiamenti e dalla lingua utilizzata per farlo.
E a riprova di questo, oltre al lavoro quotidiano sul sito, possiamo portare ad esempio 'L'Artista che non c'era', un concorso che da ben 15 anni vede confrontarsi gruppi e artisti, ascoltati e giudicati sul valore della loro proposta e non etichettati a priori dal "genere". Un concorso che ha ampliato ulteriormente le sue potenzialità aggiungendo tre anni fa una sezione "strumentale", dedicata quindi a quel meraviglioso mondo che vede i compositori di musica racchiudere la propria creatività in quattro/cinque minuti senza l'ausilio di un testo, lasciando che siano melodia, armonia e arrangiamenti a creare codici emozionali. Una sezione che vede come bonus finale per i vincitori l'inserimento dei propri brani all'interno dell'Audioteca Nazionale del progetto CO2, iniziativa del CPM di Franco Mussida che in collaborazione con Siae e Ministero degli Interni ha lo scopo di educare all'ascolto e portare sollievo nelle carceri italiane. 

La spinta determinante per far nascere la settimana sanremese arriva però dall’uscita di un libro, “Evviva Sanremo-il Festival tra storia e pregiudizio”, scritto da Paolo Jachia (studioso e divulgatore della storia della canzone d’autore italiana, autore di decine di libri e saggi sui principali artisti italiani) e da Francesco Paracchini, che dell’Isola che non c’era ne è da sempre il direttore.
Riportiamo qui uno stralcio della copertina, che ben riassume il senso del libro e anche dell’iniziativa stessa.
“Sanremo è vittima di uno storico pregiudizio: essere il trampolino della canzone commerciale, nazional-popolare, ‘leggera’, mentre la canzone d’autore – d’arte, di qualità o come la si voglia chiamare – avrebbe casa da un’altra parte. Magari al Premio Tenco, che col Festival divide sia il Teatro Ariston della città che il fondatore Amilcare Rambaldi, e che non casualmente è dedicato al cantautore che ha segnato la storia del Festival con il suo disperato gesto di protesta. Ma il discorso è più vasto e complesso di così ed è forse arrivato il momento di rivendicare la possibilità della canzone di essere grande, di essere arte, ‘a prescindere’ dal palcoscenico che vorrà o potrà utilizzare per proporsi al pubblico”. Certo, il libro parla anche di molto altro, delle tante canzoni straordinarie che hanno calcato quel palcoscenico e di come la carriera di molti artisti che oggi sono considerati punti di riferimento, vedevano partire, o consolidare, la carriera proprio da lì (Zucchero, Vasco, i grandi cantautori/artisti che ci sono passati negli anni Sessanta, Paoli, Endrigo, Milva, Mina, Gaber, i New Trolls, la Vanoni, Celentano, Battisti, Lucio Dalla….e più avanti Rino Gaetano, Ruggeri, Alice, Ivan Graziani, Enzo Jannacci, Fiorella Mannoia, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Carmen Consoli, Gazzè…) ma ampi capitoli sono dedicati anche alla situazione attuale e di come sia anacronistico il concetto di “gara”, nonché alla discesa in campo dei talent nella formazione dei cast del festival o dell’oligarchia che si sta delineando sempre di più (con tutti i pericoli connessi…) nella discografia e nei media.


Un libro come pretesto quindi, ma la volontà di chiedere al Club Tenco di aprire ai live (qui sopra l'esibizione di Mirkoeilcane avvenuta martedì 06, prima del suo esordio in gara sul palco dell'Ariston...) proprio durante la massima esposizione mediatica nazionale è stata sincera per continuare quel lavoro di “ponte” che da sempre contraddistingue il lavoro del L’Isola che non c’era. La musica deve unire, non dividere, e questa è una di quelle cose così semplici da dire ma che ti accorgi di quanto è subdola solo quando cerchi di metterla in pratica.

Confidiamo che questa edizione “zero”, nata in tempi strettissimi ma già portatrice di buoni risultati in termini di visibilità mediatica, possa dare il là ad iniziative analoghe. L’augurio è che la sede di un club così prestigioso possa, lentamente ma inesorabilmente, diventare un luogo sempre più vivo durante tutto l’anno (già molte cose sono state fatte, molte sono in programma) e non solo nei ricchi e affollati tre giorni della rassegna, creando incontri, presentazioni, showcase, per far sì che la qualità di una proposta musicale possa essere conosciuta e divulgata ad un numero sempre più ampio di persone. Intanto ringraziamo in modo sincero tutti gli artisti che hanno accettato la nostra proposta e in particolar modo gli uffici stampa e i management degli artisti in gara a Sanremo (nell’ordine, Alice Caioli - a fianco nella foto con Alex Pierro, principale presentatore della rassegna - , Mirkoeilcane, Leonardo Monteiro e Giulia Casieri, nonché la bellissima sorpresa di Cecilia, l’arpista che accompagnava sul palco Max Gazzè) che hanno trovato spazio e tempo per inserire una “trasferta” dal cuore pulsante che in quei giorni è Piazza Colombo e il Palafiori di Casa Sanremo. Ritagliare una mezzoretta dalla fitta serie di appuntamenti che si accavallano in quei giorni per arrivare nella sede del Tenco, sul lungomare, non era facile. Sappiamo quanto è stato complicato e per questo il ringraziamento è sincero e non di facciata.

Chiudiamo riportando il programma completo della 1ª edizione di “Sanremo senza confini”. Si accettano idee e contributi (qui ognuno interpreti come vuole questo termine…) per realizzare una seconda edizione, ancora più completa e portatrice sana di quel valore che tutti dovremmo sentire nostro: il rispetto delle emozioni. Quel che genera una canzone nella nostra mente e, passateci il termine, nel cuore, non ha un solo codice preciso, standardizzato, ma risponde a logiche più complesse e affascinanti al tempo stesso.

Coltiviamolo, continuiamo a nutrirlo con ciò che più ci piace, ma nello stesso tempo impariamo a rispettare anche quello degli altri. Lo dicevamo prima, sembra un concetto semplice e quando ne parli trovi sempre tutti d’accordo. A parole. Ma quando siamo chiamati a metterlo in pratica, le cose si complicano un po’. The show must go on, è vero, ma qualche regola a volte si riesce a cambiarla. Specie se a cambiare siamo noi per primi. Le emozioni non si impongono, si condividono.

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SA(N)REMO SENZA CONFINI

Martedì 06
Roberta Giallo; Davide Berardi; Alice Caioli; Mirkoeilcane; The Crowsroads (nella foto)

 

Mercoledì 07

Presentazione del libro “Evviva Sanremo-il Festival tra storia e pregiudizio” (con Francesco Paracchini e Piero Cademartori); Patrizia Cirulli (in una foto di repertorio); Incontro con Marìka Amoretti sugli atti del convegno “Cantautori a scuola” tenutosi al Premio Tenco 2017; Presentazione del libro “L’importante è esagerare” (con Nando Mainardi e interventi musicali di Massimo Schiavon)

 

Giovedì 08
Pietruccio Montalbetti; Vittorio De Scalzi; Mirco Menna; Cecilia; Alessio Bonomo (nella foto)

 

Venerdì 09
Zuin; Lastanzadigreta; Luca Tudisca; Francesca Romana Perrotta; Sam & The Black Seas; Stefano Dall’Armellina (nella foto)

 

Sabato 10
I ragazzi dell’Ass. ‘Minuetto-Mimì sarà’ (nella foto); Marta Delfino; Leonardo Monteiro, Giulia Casieri; Giuseppe Anastasi

 

Tutti gli eventi sono stati presentati da Alex Pierro e la striscia quotidiana dalle 16.00 alle 17.00 è stata ripresa in diretta Facebook dall’emittente Radio Sanremo e condivisa anche sulle pagine de L’Isola che non c’era, Paese Roma e Premio Bindi.

I contribuiti video (cinebox d’epoca) sono stati concessi dal canale YouTube Videobabele (un grazie particolare a Carlo Maffeis e Roberto Roberti)

Service a cura di Tommy del Filostudio di Sanremo (un grazie anche alla Coop. CMC e ad Angelo Giacobbe per le preziosissime “integrazioni” tecniche)

Ufficio stampa: GPC Comunicazione di Gaetano Petronio

Per le foto si ringrazia Angela Perri

Qui sotto una foto scattata fuori dalla sede del Club, con i tre principali collaboratori de L’Isola che hanno reso possibile l’iniziativa (Daniele Sidonio, Giulia Zichella e Francesca Bignami), mentre un sincero ringraziamento va a tutto il Direttivo del Club Tenco per la fiducia accordataci. Chiudiamo con un abbraccio virtuale a tutti gli amici dell’Ass. di Promozione Culturale ‘Pigna Mon Amour’, splendida realtà del centro storico di Sanremo, con un grazie speciale a Chicca Dedali - oltre che a Dario e Rosita Camici - per il loro preziosissimo supporto logistico e… umano. 

 


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