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Davide “Boosta” Dileo

Facile

Il primo suono ad accogliermi è quello di un avvolgente ma delicato pianoforte. Pone con gentilezza il suo benvenuto e si propone per scortarmi lungo l'Odissea musicale che è Facile, interamente composto ed eseguito da Davide “Boosta” Dileo, artista poliedrico con una carriera più che ventennale, nonché tastierista e co-fondatore dei Subsonica.
«Ho immaginato e scritto la colonna sonora del silenzio di chi ascolta questo disco – racconta il musicista - Un film senza immagini, nel quale ognuno è libero di usare le proprie. Perché la musica è, per definizione, uno strumento. Amplifica, allena, attutisce, protegge e cura. Se è vero che tutto ha un suono, questo è il suono del mio silenzio.

Fin dai primi momenti, attraverso Fiducia e Lacrime di San Lorenzo, sento appunto il bisogno di immergermi nel silenzio per vivere appieno l'esperienza di ascolto, durante la quale il pianoforte continua ad accompagnarmi, tanto che quasi lo sento camminare su terreno coperto da un sottile strato di acqua. Ma gradualmente capisco di non essere soltanto nelle sue vicinanze: mi ritrovo intrappolato all'interno dello strumento, del quale riesco a percepire attivamente ogni singolo movimento, pedale, oscillazione temporale, ogni legnoso scricchiolio e, in certi casi (come in Sulle dita) persino il respiro dell'esecutore. Soprattutto, mi accorgo di tutto quello che succede attorno al piano. Loop di sintetizzatori, fruscii da vecchio tape recorder, inserti strumentali e ambientali più o meno intellegibili, che alle volte accostano il protagonista, a volte lo sovrastano, talvolta sembra che non vogliano avvicinarsi più di tanto per paura di essere riconosciuti. Tuttavia, questa “timidezza” tende a scomparire man mano che ci si addentra nell'album.

Ad esempio, in Nella Nebbia Per Mano (terza traccia) i canti di sirena, probabilmente prodotti da un sintetizzatore, rimangono lontani e avvolti da un gradevole rumore bianco modulato; nella traccia immediatamente successiva, un tormentato valzer chiamato Diva, il pianoforte viene presto adombrato da un distorto ma nitido loop di kick e synth, contrastato da un segnale elettronico disturbato in opposizione. Eppure, il piano continua imperterrito, quasi noncurante di quanto accade attorno ad esso ma, dopo un breve tentativo di rivalsa nel duello ritmico de La Danza delle Api, l'anima elettronica dell'album comincia a prendere il sopravvento. Mi ritrovo, quindi, nuovamente avvolto da sirene, rumori di legno e acqua (in Una Vecchia Mappa pare di sentire odore di salsedine), vento e metallo, ipnotiche manipolazioni sonore  (Nello Spazio Abbracciati, Amore Per le Geometrie). Ma a colpirmi, proseguendo, è soprattutto l'accostamento di atmosfere lontane e contrastanti, fattore sempre più determinante: il saloon da vecchio West che si fonde con una sorta di cafè anni 20 nel singolo Autoritratto, o la devastante Daimon, dapprima scarna e minimale, poi assalita dal “salmodiare” di profondi canti mongoli. Soltanto ascoltando questi ultimi, oramai quasi alla fine dell'album, per la prima volta voglio riflettere sulle sue possibili influenze, cercando punti di riferimento per comprendere meglio i suoni che ho incontrato lungo la strada. Naturalmente, con un'opera del genere, la questione diventa alquanto personale. Ipotizzo John De Leo, Vinicio Capossela, magari odo qualche eco dei più recenti Radiohead... Ma non ci penso più di tanto, mi godo il commiato sotto forma di Istruzioni per un abbandono, nella quale la totalità dei suoni succitati fa brevemente capolino in un timido culmine, chiudendo quindi il cerchio.

Sicuramente, un album come Facile viene creato per un ascolto ponderato, senza disturbi o interferenze. Vivere questo disco è come partire “alla ricerca di un tesoro che forse non esiste” (per usare parole dei Bluvertigo) e non avrei potuto fare tale ricerca in una situazione caotica e non adeguata. Nella pratica, Facile è un album con cui si trascorrono 39 piacevoli minuti di isolamento, di meditazione.

Ed è proprio l'autore con le sue parole a fornire a tale argomento la miglior chiosa possibile: «L’ascoltatore, come sempre dovrebbe essere, ne farà l’uso che preferisce».

Foto di Davide D'Ambra

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Davide Dileo, Nick Foglia
  • Anno: 2020
  • Durata: 38:53
  • Etichetta: Warner Music

Elenco delle tracce

01. Fiducia
02. Lacrime di San Lorenzo
03. Nella nebbia per mano
04. Diva
05. Sulle dita
06. La danza delle api
07. Una vecchia mappa
08. Nello spazio abbracciati
09. Autoritratto
10. Amore per le geometrie
11. Daimon
12. Istruzioni per un abbandono

Brani migliori

  1. La Danza delle Api Nello Spazio
  2. Abbracciati
  3. Daimon

Musicisti

Davide Dileo : Pianoforte, Tastiere, Sintetizzatori, Sequencing