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Enzo Savastano

Io sono con voi

Savastano non ci è ma ci fa. Conviene subito comprendere la chiave dell’ironia del finto neomelodico, per entrare in un mondo in cui anche la cura dei dettagli del personaggio diventa motivo per sorridere e riflettere. Io sono con voi è il titolo scelto per il disco d’esordio, con una grafica precisa che ricorda l’immagine dei libretti del catechismo cattolico. Questo gioco continua con la divisione dei brani in Antico e Nuovo Testamento.

Per raccontare meglio questo disco  va  detto che alcune  delle undici tracce, soprattutto dell’Antico Testamento, sono presenti nel web da tempo, e hanno segnato delle tappe fondamentali di un percorso fuori da ogni schema. Il progetto di Savastano, che come attitudine può essere accostato a Elio e le Storie Tese, per l’ironia e per la predisposizione a variare genere musicale in relazione alla storia da raccontare, nasce dall’idea del regista (qui tastierista) Velerio Vestoso, e di Antonio De Luca, che a Savastano presta sembianze e voce. Partendo dal cantato che gioca molto con il neomelodico, le sonorità spaziano dal pop, al funk, dal reggae, al jazz-rock.

La cura dei  testi, apparentemente “semplici”, risulta  determinante per far girare tutto a perfezione come attestato dal seguito riscontrato da subito sul web. Ma a portare Savastano, fuori confine, sia geografico che musicale, è stato il brano Una canzone indie, rispettosa ma puntuale presa in giro del genere “indie”, a partire dal videoclip, ispirato a Frosinone di Calcutta. Alcune frasi sono immediatamente diventate di culto a partire dall’incipit:  “E chiedo scusa a tutti se ho trovato un nuovo accordo / E per errore ho scritto un pezzo indie”  fino al ritornello  “Vantarsi in pubblico dei premi appena vinti / sostituire le pianole con i synthi / levare tutti i cori finti / Madonna quanti danni ha fatto l’indie”. La simpatia intorno al personaggio ha portato in poco tempo Savastano sul palco di Calcutta e addirittura di  Bollani, a “collaborare” con Brunori, e ad avere, come ospite nel disco, Daniele Sepe con il suo sax, nel brano Amico Zampognaro

Savastano è un progetto scanzonato e divertente, curato e difficile da etichettare con un “genere”, ma proprio per questo è un progetto serio, solido, che fotografa quest’epoca da dietro l’inseparabile occhiale da sole, non facendosi abbagliare da luci patinate e lustrini, raccontando istantanee di realtà, che molta di quella musica che parte con intenti più rigorosi da tempo non riesce più a fare  con efficacia, e d’altro canto mostra anche come il “demenziale” può essere ripreso in chiave artistica nella tradizione di Elio e le storie Tese o degli Skiantos, o per rimanere dalle parti della Campania, con lo spensierato rigore musicale degli  Squallor. Ne è un fulgido esempio Pomeriggi che sanno di Barbara in cui si prende di mira il salotto della D’urso e tutto quel tipo di televisione con sintesi e intelligenza : “Dio ma quanto è bella in video / Se presenta un omicidio”,  oppure: “Oggi sopra quella sedia, sono io la tua tragedia” per finire con: “Questa sera in esclusiva le mie lacrime più Iva”. Seguitelo sorridendo e capirete molte cose.

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In dettaglio

  • Anno: 2018
  • Durata: 45:06
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Mannaggia ‘a marozzi
02. Campomarino
03. Reggae neomelodico
04. Senza sentenza
05. Una canzone indie
06. Anni ’90
07. Amico zampognaro (feat. Daniele Sepe)
08. Pomeriggi che sanno di Barbara
09. La nostra prima settimana Bianca
10. Disoccupation
11. Le mogli dei cantanti famosi

Brani migliori

  1. Una canzone indie
  2. Reggae neomelodico
  3. Pomeriggi che sanno di Barbara

Musicisti

Antonio De Luca (Enzo Savastano): voce  -  Valerio Vestoso (Paoletto Freud): tastiere  -  Marco Taddeo (Paolo Battello): chitarra  -  Pellegrino Bosco (Ignazio Toro): batteria  -  Francesco Chiusolo (Gianni Swing): basso  -  Giovanni Zenza Pagliuca (Ciro Avitabile): basso  -  Marco Rabuano (Antonello Duraturo): basso