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Francesco Gabbani

Magellano

Anche se con ritardo rispetto alle “logiche” di mercato (ma quale mercato, poi?) è uscito Magellano, l’album di Francesco Gabbani, vincitore dello scorso Festival di Sanremo. Quando un artista va a Sanremo logica vuole (ma quale logica, poi?) che ci sia pronto un album da mandare nei negozi (ma quali negozi, poi?) e sulle varie piattaforme in rete, con il brano sanremese a far da traino.
In questo caso il brano c’era, eccome, una locomotiva che ha trainato la sua immagine come non accadeva da tempo con un artista vincitore di Sanremo, ma Gabbani non aveva esplicitamente una major al suo fianco e questo ha rallentato un po’ le cose (anche se, come diceva il Guccio, quando hai una locomotiva, quella corre, corre, corre….). Poco male infatti, quando un brano “funziona”, il passaparola della gente diventa virale e anche i media non possono ignorarlo, anzi ne amplificano a dismisura la portata. Tutti quanti noi abbiamo sentito e risentito l’ubriacante Occidentali’s Karma, un brano che lo sentivi dappertutto: entrando in un supermercato, facendo zapping con la televisione, accendendo la radio in macchina. E anche quando non eri davanti a radio e tv, potevi sentirlo fischiettare per strada, in mezzo alla gente.

Insomma un vero fenomeno di massa che per qualche settimana ha coinvolto anche chi non segue la musica pop. Sulla scorta di quanto appena detto, la partecipazione di Francesco Gabbani all’Eurovision Song Contest 2017 era vista come una boccata di ossigeno per una ritrovata visibilità italiana nel contesto europeo. Una kermesse che comunque la si voglia classificare è uno dei pochi momenti dove è possibile ascoltare tendenze musicali provenienti da decine e decine di paesi lontani e diversi fra loro; cosa non così scontata se pensiamo che nelle radio italiane, per esempio, la colonizzazione anglosassone è pressoché totale. Il fatto che poi il 90% cantino in inglese e che gli arrangiamenti strizzino l’occhio quasi sempre oltreoceano o oltremanica è sotto gli occhi di tutti, ma per fortuna qualche eccezione c’è ed è su queste che forse si può costruire un nuovo modo di proporre musica, dando dignità alle proprie radici musicali che pur nella modernità possano essere rappresentate “almeno” in quella occasione. Discorso lungo e che ci porterebbe lontano, ma di fatto prendiamo atto che quest’anno ha vinto un brano cantato in portoghese, lontano mille miglia da roboanti lustrini ed effetti speciali. A parere di chi scrive un buon brano e nulla più, ma che perlomeno ha avuto il merito di non essere “scontato”. Questo però non ci impedisce di dire che l’edizione 2017 doveva e poteva essere quella di Occidentali’s Karma. Non sono bastate infatti le oltre 100 milioni di visualizzazioni su Youtube, né aver battuto il record di video più riprodotto dell’Eurovision Song Contest 2017 per vincerlo o almeno entrare sul “podio”… Peccato, è vero, ma seppur l’esposizione mediatica di Gabbani ha raggiunto milione di persone e vinto il Festival di Sanremo, una vittoria a Kiev avrebbe reso storica la sua carriera ancor prima di iniziarla. Difficilmente questo binomio, questa contemporanea visibilità nazionale ed europea, potrà ripetersi (non solo per lui, ma per chiunque), ma Francesco non è un classico “emergente” e sta godendosi appieno il momento storico che sta vivendo. E lo fa senza voli pindarici, di certo il bicchiere lui lo vede mezzo pieno e non mezzo vuoto.

Ma torniamo a Magellano, il suo terzo album, preceduto da Greitist Iz del 2014 seguito nel 2016 da Eternamente ora (anche se il suo esordio avviene nel 2011 con una manciata di singoli). Uscito il 28 aprile diciamo subito che si lascia ascoltare piacevolmente, un mix di pop moderno su cui si innestano testi mai banali e un gusto per gli arrangiamenti che vanno ad evidenziare uno stile e una personalità artistica che con questo terzo album si è ormai delineata.

Nove tracce in totale, di cui una è rappresentata dal fortunato singolo sanremese, ma dove troviamo anche Foglie al gelo, canzone già uscita in radio nel 2016 e la cover di Adriano Celentano (suo ammiratore) Susanna, Susanna. Va ricordato che Gabbani lo aveva già omaggiato nel 2012, quando fece uscire come singolo una riuscita versione di Svalutation. Ascoltando con più attenzione tutto l’album non possiamo non tornare a parlare del brano di punta. Tutti abbiamo sentito opinioni diverse, spesso contrastanti su Occidentali’s Karma, quattro minuti che racchiudono un mondo e una riflessione non superficiale è doveroso farla. Il pezzo in sé non descrive esplicitamente l’argomento, lo lascia piuttosto intuire, buttando nel calderone citazioni, più o meno colte e il riferimento – voluto - al libro ‘La scimmia nuda’ dello scrittore e zoologo inglese Desmond Morris ne è solo l’esempio più lampante. Autore del testo è Fabio Ilacqua, talentuoso cantautore che dopo alcune esperienze in prima persona (nel 2007 vinse anche un’edizione di Musicultura), ha trovato nella scrittura la sua dimensione ideale (suo anche il testo di Amen, brano con cui Gabbani vinse l’anno scorso Sanremo Giovani).

Ebbene la domanda sorge spontanea: la canzone è davvero geniale o sono le persone che han voluto trovarci della genialità? Molto spesso infatti si confonde il “genio” con quel che “non si comprende”. Eh sì, perché questa canzone prima non è stata capita, poi improvvisamente tutti si sono erti a maestri, tutti pronti a fare parallelismi con un libro, quello di Morris, uscito alla fine degli anni Sessanta e superato in molte sue intuizioni (non in tutte e il brano di Gabbani ce lo ricorda…), ma pur sempre attuale nell’approccio alla dimensione umana, ad una visione contemporanea dell’evoluzione rispetto ai nostri antenati. Ciononostante il disco, visti i tempi che corrono, è come una luce all’interno di una oscura galleria. Ha un’idea che viene ripercorsa in tutto l’album. Gli arrangiamenti e la produzione sono ben fatti, complice anche la professionalità di Luca Chiaravalli e Fabio Ilacqua, che firmano tutti i brani insieme al fratello del cantante, Filippo Gabbani (nella foto in alto, da sinistra, Filippo, Luca, Francesco e Fabio).

Due parole anche sul brano d’apertura che dà il titolo all’intero lavoro: Magellano. Si tratta di un brano coinvolgente e anche se non ha le caratteristiche di singolo trainante porta in primo piano la voglia di urlare di Gabbani, quella determinazione a non essere considerato un cantante “di passaggio”, seppur consapevole di dover dimostrare ancora molto nel suo prossimo futuro. Più diretto e candidato ad essere trasmesso a raffica dalle radio è certamente Tra le granite e le granate, brano che fondamentalmente ruota intorno alle parole “estate” ed “e state”, il che lo rende “estivo” suo malgrado. Oppure proprio per questo. Del brano Susanna Susanna abbiamo già detto, ma rimarchiamo la forte intesa tra i due personaggi aggiungendo che Gabbani ha recentemente scritto il brano Il Bambino Col Fucile, inserito nell’album Le migliori, che Celentano ha inciso con Mina.

In conclusione lasciateci fare una considerazione. Questo disco, e in particolare il cantante (o meglio il cantautore), sono riusciti nell’intento di creare un album, un bell’album, Pop. Detta così sembra facile, ma se proviamo a pensarci bene semplice non lo è affatto. È un album “pop-olare” nel senso letterale del termine, ovvero riesce a portare attenzione e ad abbracciare tutte le fasce d’età. Dal bambino che canticchia divertendosi, all’adulto che si compiace delle citazioni, dei doppi sensi, del fruitore di musica più attento ai “suoni” che può trovare soluzioni armoniche di ottimo livello rispetto alla media dei dischi prodotti in Italia. Questo senza contare che era molto tempo che non si vedeva un lavoro dal taglio pop così ben strutturato musicalmente e testualmente. Rimane qualche dubbio sulla voce, certamente personale e fuori dagli schemi, ma sia quel che sia sembra funzionare. Un album che va ascoltato senza pregiudizi e con una giusta dose di leggerezza, completo anche nella scelta della copertina, evocativa e desiderosa di farci viaggiare. Proprio come fece Magellano, il famoso esploratore portoghese. Portoghese? Ma non è che davvero Gabbani è un genio e ha voluto omaggiare Sobral ancor prima che vincesse l’Eurovision?

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Luca Chiaravalli
  • Anno: 2017
  • Durata: 30:06
  • Etichetta: BMG Rights Management / Warner

Elenco delle tracce

01. Magellano
02. Tra le granite e le granate
03. Occidentali’s Karma
04. A Moment of Silence
05. La mia versione dei ricordi
06. Susanna, Susanna
07. Foglie al gelo
08. Pachidermi e pappagalli
09. Spogliarmi

Brani migliori

  1. A Moment of Silence
  2. Susanna, Susanna
  3. Pachidermi e pappagalli