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L’artista è colui che riesce a esprimere attraverso la sua opera pensieri, emozioni, sentimenti che appartengono a tutti e in cui ognuno può riconoscersi. Una volta c’erano gli intellettuali ...

Rossella Seno

Pura come una bestemmia

La produzione culturale è, fuori dall'immagine che può anche risultare disturbante, un processo che, oltre la dimensione creativa, coinvolge un numero complesso di professionalità e competenze. Gli esiti del mercato, da alcuni anni a questa parte, hanno ridotto drasticamente gli investimenti in campo editoriale e discografico, solo per citare ambiti che possono più esplicitamente essere funzionali a questa nostra riflessione. Sempre più spesso gli artisti, escludendo alcune produzioni di ampio riscontro commerciale, si trovano a misurarsi con i processi creativi e con la realizzazione e produzione. Tutti i ruoli vengono sempre più frequentemente ricoperti da pochissime figure e ci sono artisti che dopo aver scritto, suonato e cantato, si occupano delle date e dell’ufficio stampa e dei contratti e dei permessi e della maledizione di dover recuperare i compensi pattuiti e i diritti. Una fottuta fatica che ti costringe a essere aggiornato su tecnologie e normative oltre la dimensione creativa e strettamente musicale. Come potresti oggi sopravvivere artisticamente senza aver padronanza professionale di comunicazione e programmi del computer e la pandemia ce ne ha dato ragione che la partita si è giocata tra le mura di casa e la connessione e la scheda audio migliore. Sempre in bilico.

In questo senso la figura dell'interprete nel mondo della canzone è ampiamente diffusa nel mercato della fruizione dal vivo ma a livello discografico, al presente, è percepita a fatica. Il rischio è che ci si misuri con progetti dove la portata emotiva e estetica garantita dall'autenticità siano fortemente ridotti. Un artista oggi, forse per necessità iniziale, sceglie un linguaggio per raccontarsi e la sua ricerca è un continuo gioco tra esperienza e ricerca, scegliendo, sbagliando e assumendosi la responsabilitá di tutto il percorso. Rossella Seno è un’interprete. Canta canzoni scritte e suonate da altri. Lei è la voce e quella che dosa la carica emotiva di ogni brano. Per farlo però ha scelto di circondarsi di un manipolo di personaggi significativi del panorama della canzone autoriale.

«In parecchi hanno risposto al mio “appello” e sono loro infinitamente grata. A partire da Massimo Germini, autore musicale di ben otto brani, nonché arrangiatore del disco. Piero Pintucci, Federico Sirianni, che ha firmato due canzoni, sua la title track, Lino Rufo, che ha musicato “La ballata delle donne” di Sanguineti. I testi di Pino Pavone, Matteo Passante, Michele Caccamo, Paolo Fiorucci. Più la poesia iniziale di Erri De Luca. Insomma, “tanta roba”».

Una squadra di tutto rispetto a cui si aggiunge l’organetto di Alessandro D’Alessandro, ambitissimo ospite di mille progetti discografici di qualità. Musicisti, cantautori, parolieri e poeti passati al setaccio del meglio. E la voce di Rossella Seno che propone e rilegge. Ballate suonate come si suonava la musica d’autore qualche anno fa, una peculiarità o un limite a seconda di chi ascolta, ma la qualità è innegabile. I temi sono l’impegno a tutto campo, dall’ecologismo ai migranti, dalla condizione femminile alla violenza di polizia, dall’animalismo alla resistenza.

Personalmente questa proposta tematica risulta faticosa da seguire, in fondo vengo dalla scuola deandreiana delle poche idee ma fisse e ho passato la vita intera a inseguire il sogno che sta contenuto in tre versi appena di una canzone di questo disco. Ma mi sono fatto l’idea che questa scelta sia dettata da una sorta di urgenza di testimoniarsi, di raccontarsi passando da una gamma emotiva complessa. Sempre con una lettura personalizzata dalla prova della voce che è la cifra unitaria di questo disco da un brano all’altro. La voce è una cronaca cruda del presente, al punto che Ascoltami o Signore perde tutta la costruzione emotiva dell’originale di Federico Sirianni e diventa una galleria di immagini nuda e asciutta, senza concessioni ai crescendo e alle pause. E s’affollano i personaggi tra i versi, da una canzone all’altra, e sono spesso dolorose e dolenti. Un disco non facile da realizzare e da proporre oggi ma che piacerà certamente a chi ama la canzone d’autore classica. Pura come una bestemmia dice già il titolo ed è anche il brano più intenso di questo disco.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Massimo Germini: produttore esecutivo Alberto Menenti per Ondamusic.it: supervisore artistico
  • Anno: 2020
  • Durata: 42:00
  • Etichetta: Azzurra Music

Elenco delle tracce

01. Mare Nostro (Erri De Luca)
02. Ascoltami o Signore (Federico Sirianni)
03. Principessa (P.Pavone-M.Germini)
04. La ballata delle donne (E.Sanguineti-L.Rufo)
05. Gli occhi di Stefano ( M.Caccamo-P.Pintucci)
06. La città è caduta (P.Pavone-M.Germini)
07. Luna su di me (P.Fiorucci-MGermini)
08. La chiamano strega (M.Caccamo.M.Germini)
09. Io che quando posso (M.Passante-M.Germini)
10. Remi e ali (M.Passante-M.Germini)
11. Lasciatemi stare (M.Caccamo-M.Germini)
12. Sei l’ultimo (M.Passante-M.Germini)
13. Puri come una bestemmia (Federico Sirianni)

Brani migliori

  1. Pura come una bestemmia
  2. Ascoltami o Signore

Musicisti

Mauro Ermanno Giovanardi: voce ne “La ballata delle donne”) - Massimo Germini:  Chitarra Classica, Acustica, 12 Corde, Mandolino, Armonica - Lele Battista:  Pianoforte, Tastiere, Programmazioni, Glockenspiel - Emiliano Cava : Percussioni - Saverio Gliozzi: Violoncello - Simone Rossetti: Violino - Alessandro D’Alessandro: Organetto (su “Sei l’Ultimo”)