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Betzy

Romancing the bone

La Betzy di questo album è un progetto, un'idea nata nella Grande Mela nel 2006. Ed è una voce profonda, quella di Fabio Cussigh, che a partire dalla prima traccia Just a call sembra portarci su una passerella catwalk ad alto voltaggio.

Romancing the Bone è un diario in musica: atmosfere e personaggi eliotiani alla J. Alfred Prufrock, avventori dei locali immortalati da Edward Hopper, forse un po' più affollati da un pubblico decisamente cool! Sensualità diffusa (Night Jersey), storie di one night stand, di abbandoni, di malinconia e di uomini che sentono la mancanza delle loro donne ma anche di uomini che trasformano i loro destini cogliendo occasioni messe lì per sfuggire dalle fidanzate.

Un album rock'n roll che ci sorprende con lenti bluesacci un po' marci (a questo proposito il comunicato stampa che ha accompagnato nella nostra redazione Romancing the Bone non mente).

E' musica che ti trasporta su un palcoscenico, quasi ti volesse far indossare abiti e storie di altri: Goldfinger, attraverso archi pizzicati, ti catapulta negli anni Venti e ci immaginiamo un gagà con cilindro e bastone, un uomo in frac alla ricerca di un'avventura perchè «love is too much for everyone, is something that I can't stand» (l'amore è troppo per chiunque, qualcosa che non sopporto).

Always in the dog house ha richiami a pezzi anni Ottanta melensi alla Barry Manilow per poi scivolare in un rock 'n roll scanzonato: ehi baby, qui non c'è niente di romantico perchè è sempre la solita vecchia storia di chi non vuole rimanere intrappolato in un matrimonio.

Che dire poi di Mess around? il riff di chitarra che fa da intro sembra quello di un pezzo anni Ottanta dei Queen, la storia struggente di un uomo che teme di essere lasciato.

In chiusura di ascolto, ecco che facciamo la conoscenza di Betzy, l'altra Betzy alla quale viene dedicata una serenata: cantante in una rock 'n roll band, amante di Frank McLusky, non ama baciare, è lontana, «ciliegia di cui ho bisogno nel mio drink» il che fa un po' a botte con il titolo. Don't shit on my rainbow sembra un avvertimento... Betzy è mia, è il mio arcobaleno... non rovinate tutto!

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Ru Catania
  • Anno: 2009
  • Durata: 38:20
  • Etichetta: Lady Lovely

Elenco delle tracce

01. Just a call

02. Shopgirl

03. Suze K

04. Goldfinger

05. Little student

06. Night Jersey

07. Always in the dog house

08. Sisters are better

09. Gaybar

10. Mess around

11. Don't shit on my rainbow

Brani migliori

  1. Sisters are better
  2. Night Jersey

Musicisti

Fabio Cussigh: voce e chitarra acustica, organo, ukulele, percussioni Ru Catania: chitarra elettrica, chitarra acustica, lap steel guitar, mandolino, synth, basso, percussioni, programmazione Jhonny Paper: chitarra in Shopgirl Andrea Pollone: basso in Little Student Pakko: basso in Goldfinger e Gay Bar Enri Colibrio: batteria in Suze K Kasko: batteria in Shopgirl Mattia Barbieri: batteria in Suze K e Night Jersey Simone Aimo: batteria in Little Student, Always in the dog house, Sisters are better Simone Sant: organo in Suze K Marco Benz Gentile: archi in Goldfinger, Always in the dog house Peter Truffa: piano in Night Jersey Paolo Parpaglione: sax in Night Jersey Sefora Pons, Simone Sant, Giovanna Rostagno, Andrea Ughetto, Marco 'Benz' Gentile, Jimmy Giglio, Ellouise Rio: voci