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Chiesa Episcopale di San Paolo entro le Mura, Roma

Juri Camisasca e Rosario Di Bella

Che strano incontro, visto da lontano, quello tra Juri Camisasca e Rosario Di Bella!

Da una parte abbiamo l’autore naif e surreale scoperto a inizio anni 70 da Battiato che lo portò alla Bla Bla e gli produsse il primo leggendario album La finestra dentro, il cantante tormentato che poi, dopo qualche singolo, lasciò il mondo, sia in senso discografico, sia in senso religioso, ritirandosi a vita monastica (con i benedettini) per undici anni. E poi il ritorno alla vita civile e alle scene musicali, con dischi e progetti di ispirazione religiosa. Dall’altra il talentuoso cantautore che esordisce alla fine degli edonistici anni 80 (mala tempora per la canzone d’autore) e che nel ’91 in Figlio perfetto metteva bene in chiaro di non essere Siddharta nel deserto.

Sta di fatto che i due si sono incontrati, si sono piaciuti, forse in qualche modo riconosciuti, e hanno dato vita a Spirituality, un interessante album di pop elettronico trascendente (se ci passate il termine) pubblicato qualche mese fa, un lavoro che ora esce dal policarbonato di un CD per farsi concerto e girare l’Italia. Che poi, a pensarci bene, “concerto” non è neanche la parola giusta. Quella a cui abbiamo assistito lo scorso 9 gennaio, nella suggestiva cornice della chiesa episcopale anglicana di San Paolo entro le Mura, a Roma, è più una vibrazione, un’estasi, un flusso collettivo in cui anche per dei miscredenti come noi è bello perdersi.

In mezzo alla scena, a calamitare i punti focali di tutti i numerosi presenti, uno ieratico Juri Camiscasca, con la sua voce che viene da lontano, nel cui solo timbro ritrovi le scelte di musica e le scelte di vita di questo artista unico. A lato, dietro tastiere e synth, il sodale Rosario Di Bella, voce che si eleva ammaliante in Pace, uno dei pezzi cardine del disco. Con loro Giuseppe Furnari, attento a gestire l’importante parte elettronica che anche dal vivo fa da asse portante, Gionata Colaprisca con le sue percussioni discrete e Fabio Costantino all’Ewi.

Molti i momenti toccanti di questa musica sincretica, e il termine sia inteso in senso spirituale e stilistico: si va dal canto gregoriano (invero un po’ penalizzato dall’elettronica) ai ritmi sintetici, passando per mantra indiani adagiati su tappeti di sitar (suonato dall’ospite Oscar  Bonelli) e di armonium (maneggiato, come da specialità della casa, dallo stesso Camisasca). In scaletta, infatti, ha trovato posto ovviamente l’intero Spirituality (chi scrive si è lasciato incantare dalla cristallina Gabriel, una sorta di nuova “Cura” battiatiana, da Il mondo è costruito sull’amore, da Uriel, un brano che riporta all’esperienza leggendaria del Telaio Magnetico del ’75, e dalla rilettura de Il sole nella pioggia, scritta anni fa da Camisasca per Alice), ma su questa base sono state inserite anche altre composizioni: Eirene di Di Bella, il già accennato Gayatri mantra di Camisasca, nonché, nell’emozionante finale, I miei amici e il ripescaggio di Nomadi (scritta ancora per Alice, ma poi portata al successo da Battiato all’epoca di Fisiognomica, punto di svolta per la produzione dell’artista siciliano) in cui davvero la voce di Juri permea l’aria e sembra vibrare dentro di te.

Ed è questa vibrazione, mentre lasciamo la chiesa e una gentile signora all’ingresso ci fa vedere al cellulare le foto di compleanno dei suoi due cani, con tanto di torta e candeline, che ci portiamo dietro mentre ci inoltriamo nella notte romana.

Foto di Massimo Renzi

 

 

 

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In dettaglio

  • Data: 2017-01-09
  • Luogo: Chiesa Episcopale di San Paolo entro le Mura, Roma
  • Artista: Juri Camisasca e Rosario Di Bella

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