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Teatro Stabile, Genova

La musica infinita

In principio c’è una stanza. Disadorna. Una chitarra, un pianoforte, un letto. E alle pareti ripiani ricolmi di scatole e scatoloni. Per certi versi la storia, è proprio la storia di questa stanza. Una stanza che ha ospitato per mille notti i sonni agitati di uno dei più importanti autori di musica d’autore italiana. Un autore che ha conosciuto negli anni Sessanta una fama internazionale clamorosa: successi e denaro, gloria e riconoscimenti. E su cui poi – d’improvviso – è calato il silenzio. Un silenzio vergognoso e vile da parte di coloro che avrebbero dovuto e potuto garantire ancora al musicista la possibilità, almeno, di incidere dischi. Mille notti di speranze, angosce, solitudini e delusioni.

A riaprire le stanze di questa stanza è un uomo, il Professore (Giuseppe Cederna), che dalla platea, seduto tra il pubblico, incomincia a raccontare a ritroso questa incredibile storia. La storia di una tragedia umana. La storia di un delitto (uno dei tanti, basti qui citare Sergio Endrigo, Bruno Lauzi, Piero Ciampi e per certi aspetti Mia Martini), perpetrato nel più assoluto silenzio, nella più totale indifferenza della cultura italiana (nonostante qualche tentativo di “recupero”, come quello di Amilcare Rambaldi e del Club Tenco nel 1975 o quello di Renato Zero, Vittorio De Scalzi ed i New Trolls nel 1996). La storia di Umberto Bindi.

Nel ridare aria alla stanza e nell’aprire gli scatoloni, il professore si rende conto dell’incredibile lavoro che Bindi ha indefessamente portato avanti per quasi trent’anni, lontano dallo star system, lontano dagli amici, ma insieme a se stesso e ai suoi fantasmi. E allora spetterà proprio a lui dare nuovamente voce e consistenza a quei nastri, a quei pentagrammi per troppo tempo celati agli altri (ma d’altronde chi li avrebbe voluti ascoltare prima?).

Fuori dalla finzione scenica, il Professore è Giampiero Alloisio a cui la famiglia Bindi ha affidato la cura di tutto il materiale inedito di Umberto. Alloisio ascolta, cataloga, trasporta su computer quel materiale (nastri, musicassette, spartiti, testi, copioni, pagine di diario, fotografie) che rischia di disintegrarsi sotto le sue dita. In più di una volta costruisce lui i testi (come è notorio il musicista di Bogliasco – anche se genovese d’adozione - componeva solo le musiche). Un lavoro straordinario che diventa il vero testamento spirituale e artistico di Umberto Bindi. Con uno strano sdoppiamento scenico, l’ispirato Alloisio è così sia l’autore del testo recitato da Cederna, che il cantante che darà voce durante lo spettacolo alle sue canzoni. Accanto a lui la bravissima e seducente Maria Pierantoni Giua, il maestro Dino Stellini al pianoforte, il polistrumentista Mario Arcari e la violinista Barbara Bosio.

Lo spettacolo, come dicevo, è quello per certi aspetti di una tragedia e di un’odissea umana e questo spiega il motivo per cui ad essere rievocati non sono i grandi successi (tranne i finali dedicati ad Arrivederci e a Il mio mondo), ma appunto agli inediti, quei pezzi che Bindi avrebbe voluto far ascoltare. La regia di Andrea Liberovici è sobria, così come le scene di Guido Fiorato. Nessuna caduta nel patetismo (e il rischio, visto l’argomento, c’era), né nella facile agiografia. Lo spettacolo vola veloce nella sua ora e mezza senza interruzioni. Grande attenzione ed entusiasmo da parte del pubblico (in platea tra gli altri anche il Sindaco di Genova Marta Vincenzi; Vittorio De Scalzi; il Presidente dell’Associazione Umberto Bindi Massimo Artesi e gli animatori del Premio Bindi Armando ed Enrica Corsi). E anche grande commozione, soprattutto quando Giampiero Alloisio chiama per un saluto finale la sorella di Umberto, Marisa.

Finalmente, insomma, Genova rende omaggio, con questo spettacolo allestito dal Teatro Stabile, a uno dei suoi figli più illustri e dimenticati, nella speranza che davvero quella voce per troppo tempo costretta a cantare nel deserto possa ritornare ad essere ascoltata anche fuori dal ristretto numero degli addetti ai lavori.

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In dettaglio

  • Data: 2010-11-18
  • Luogo: Teatro Stabile, Genova
  • Artista: La musica infinita

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