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Argetti

I nuovi semi del Power Trio

Conosciamo meglio gli Argetti, la band vicentina nata come quartetto punk, ha da poco pubblicato il suo nuovo album - New Seeds - in formazione power trio e con suoni più morbidi. Un disco di passaggio che ci permette di conoscere meglio una piccola direzione, un piccolo seme della musica italiana. 

Chi sono gli Argetti e perché si chiamano così?

Buondì, qui Enri, batteria degli Argetti. Assieme a me suonano Punch, al basso e voce, e Marco, alla chitarra e cori. Gli Argetti ora sono un trio, ma fino alla primavera del 2010 la band vedeva Guido alla voce col quale abbiamo realizzato tutta la discografia antecedente NewSeeds, il nostro nuovo EP, uscito poche settimane fa in Europa, Uk, Canada e Usa per NoReasonRec (it), EngineerRec (uk/usa/can) e BadMoodRec (ch). Il nome Argetti nasce per gioco: è il nome di una costellazione e ci è stato proposto per scherzo da un amico anni addietro. Ci è piaciuto ed ora eccoci qui. Il sound della parola "Argetti" ha un sapore italo-mafioso che all'estero piace molto ("Argetti Spaghetti", ci canticchiano alle spalle gli amici del Nord Europa). Curiosando in internet abbiamo poi scoperto essere anche il nome di un Cavaliere dello Zodiaco molto brutto.

 

NewSeeds è il vostro nuovo disco - il terzo - come nasce e quali sono le differenze dai precedenti?

NewSeeds è un passo importante per noi. Si tratta infatti del primo lavoro ufficiale che presentiamo alla critica dopo la dipartita di Guido. Rispetto ai dischi precedenti ("Flags of Karma" nel 2008 e "In my shoes" nel 2006) abbiamo rallentato i bpm e il sound s'è tinto di sfumature darkeggianti. I dischi precedenti erano un inno dichiarato al punk rock anni 90, molto apprezzati dagli amanti di bands come FaceToFace, StrikeAnywhere e Bodyjar.

NewSeeds invece è un disco più scarno, registrato in pochi giorni e praticamente privo di editing. Ci tenevamo a realizzare un disco che ci rappresentasse in maniera sincera, quindi abbiamo evitato i tanti trucchi da studio usati per gonfiare e potenziare le canzoni, come ad esempio le "pluri" voci, le "ennesime" chitarre, le pelli triggerate. Suoniamo punk rock e non vogliamo illudere il nostro gentile pubblico. Quindi quello che ascolterete in NewSeeds è quello che potreste sentire venendoci a trovare in salaprove.

 

Quali sono gli argomenti e le ispirazioni che hanno animato New Seeds?

Questo EP nasce da un bisogno comune (mio, di Panch e di Marco) di continuare a suonare punk rock, fedeli alla scena underground in cui siamo nati, nonostante gli anni passino, nonostante ci siano sempre meno spazi in cui coltivare questa passione e contro ogni logica commerciale ed economica.

Le tematiche di questo disco sono personali, ma possono essere condivise da chiunque. I testi parlano di amicizia, dei successi o insoddisfazioni di ogni giorno, della presa di coscienza di quello che succede nel mondo che ci circonda. Una traccia è dedicata a Guido, parla dei bei momenti che abbiamo passato assieme.

 

Come nasce la copertina?

L'artwork è in linea con lo spirito del disco: semplice ed efficace. Rispetto alle produzioni precedenti, NewSeeds è un lavoro più meditato e cerebrale. Il punto di forza non è l'impatto, ma l'atmosfera generale che suscita, come i grandi dischi della scena new wave inglese.

 

Quali sono gli artisti e i gruppi che più di altri vi hanno segnato?

In merito a questo EP, un sentito ringraziamento va ai Joy Division, ai Ramones e ai Depeche Mode. Ma, nonostante le nuove ispirazioni wave, il background punk rock da cui proveniamo si fa sentire e quindi salutiamo anche i Descendents, i JawBox e i Samiam.

 

Siete nati nel 2004 e avete attraversato un cambiamento di formazione importante, ora gli Argetti si sentono un power trio solido?

Ci sentiamo molto solidi. Il fatto essere ancora caduti perfettamente in piedi dopo l'addio al cantante originale ci ha dato nuova forza. Per molte band la perdita di un membro fondamentale come il cantante significa sciogliersi. Per noi non è stato così e ora possiamo affrontare i nuovi impegni di tournè e di studio con più libertà e serenità. Anche in sala prove i pezzi nascono più velocemente e questo è uno stimolo per andare avanti a testa alta.

 

Tra studio e live - e ne avete all'attivo molti - qual è la vostra condizione ideale?

Tra studio e live preferiamo di gran lunga i live. Per l'approccio che abbiamo ora con la registrazione (ovvero "incidi quello che sai fare - il resto è make-up") potremmo realizzare i prossimi dischi in sala prove. Ma vogliamo troppo bene a Icio e all'HateStudio quindi torneremo a trovarli presto, magari per un full-lenght.

 

Siete distribuiti in Europa, Canada e Stati Uniti, come vi accolgono all'estero?

All'estero ci accolgono molto calorosamente. È stupendo portare in giro per l'Europa la tua musica e sapere che chi ti ama e canta le canzoni ti ha scelto in mezzo a tanti altri gruppi. Andiamo molto fieri di questa cosa perchè non abbiamo mai avuto scorciatoie nella vita o pagato per farci pubblicità. Se qualcuno ha sentito parlare di noi è perchè ci ha visto suonare o per il passaparola di un amico. In un'epoca in cui i ragazzi sono bombardati di informazioni, è stupendo sapere che il tuo nome non passa inosservato.

 

Provenite da Vicenza: qual è la situazione musicale e culturale in questo momento nella vostra città?

Vicenza ha vissuto una bellissima stagione un paio anni fa, in cui ogni sera c'era un concerto di band estere ed italiane. Ho collaborato anche io a creare questo momento d'oro con l'Occasional Disaster Booking. Attualmente purtroppo, sia per disinteresse delle nuove generazioni, sia per una situazione politica che disincentiva i concerti di musica live underground, stiamo attraversando un periodo di difficoltà.

Poche settimane fa, il sindaco ha emesso un'ordinanza "anti-rumore" che limita in maniera drammatica il numero e l'orario degli eventi di musica live in città. Le band vicentine si sono schierate compatte contro quest'ordinanza che, di fatto, tratta la musica come rumore ed puro elemento di disturbo. È attivo un servizio di raccolta firme online all'indirizzo: http://www.firmiamo.it/no-alla-musica-spenta-a-vicenza/. Colgo l'occasione per invitare il pubbilco di L'Isola che non cìera a sostenere la causa: gli artisti e il pubblico vicentini ve ne saranno molto riconoscenti.

Tra un anno dove vi immaginate?

Sempre qui, a vostra completa disposizione. Magari con un disco in più nel merch, qualche migliaio di km di tour in più sulle spalle e i calli delle mani sempre più duri.


Un vostro pregio e un vostro difetto.

Il pregio è la buona volontà. Se siamo riusciti a ritagliarci un nome nel panorama punk rock europeo è anche perchè ci siamo sempre rimboccati le maniche per aiutare tutte le bands a suonare, con o senza di noi a spalleggiarle. Un difetto è l'età. Marco và per i 31, io e Punch quest'anno soffiamo 26 candeline. E il tempo da dedicare ai lunghi tour và sempre più ritirandosi per impegni di lavoro. Ma quando una cosa ti nasce spontanea come per noi è il suonare, il tempo lo si trova sempre e comunque. Perciò continuate e seguirci e tenete d'occhio il calendario concerti. Abbiamo parecchie date in Italia e con l'estate saremo in tour in Germania, Olanda, Uk e Svezia.

Un saluto a tutti i gentili lettori de L'Isola che non c'era! 

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