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Vito Vita

Musica solida

Il disco, questo misterioso oggetto del desiderio, da cui viene fuori la musica. In moltissimi ne sono attirati, fino a raggiungere livelli che toccano l’esaltazione feticistica, come succede ai collezionisti più incalliti, disposti a spendere fior di quattrini pur di possedere, ad esempio, una speciale stampa dell’LP o del 45 giri di questo o di quell’altro artista. Piacere che viene soddisfatto solo nel momento in cui diventano cosa propria. Tanti, però, non sanno neanche dove e quando sia nato il supporto fisico, vinile o cd che sia. Certo, non è un obbligo saperlo, ma sicuramente può essere molto interessante conoscerne genesi ed evoluzione. A tal proposito, è utile segnalare Musica solida di Vito Vita (nella foto), vero e proprio manuale di “Storia dell’industria del vinile in Italia”, scritto con grande fluidità e puntualità, appassionante e coinvolgente da leggere. 

Ci son voluti dieci anni di lavoro e ricerche dello storico torinese – cresciuto “a pane e canzonette” condite con Hit Parade – per arrivare alla pubblicazione del libro, un ex cursus rigorosamente cronologico che parte dall’invenzione del fonografo e del grammofono nella seconda metà del XIX secolo con la successiva diffusione del 78 giri, per concludersi con il capitolo dedicato alla “musica gassosa” del nostro tempo. È bello scoprire che l’industria del disco in Italia si sviluppò inizialmente a Milano e a Napoli tra il 1899 e il 1901, città in cui anche l’editoria musicale erafervida, o che nel capoluogo campano sorse la prima azienda autoctona del settore chiamata Società Fonografica Napoletana. La parte più avvincente è quella dedicata al «trionfo del 45 giri e il boom della discografia italiana negli anni Sessanta», decennio in cui – accanto a realtà già avviate come la Dischi Ricordi o la Fonit Cetra – si affermarono etichette quali la Carosello, la Meazzi, la Juke Box, la Ariston, la Ri-Fi, la Vedette, ognuna con il proprio catalogo composto da successi e relativi artisti. La traversata temporale prosegue con «gli anni Settanta: l’avvento del 33 giri» (nacquero la Numero Uno di Battisti & Mogol e le etichette “alternative” Bla Bla, Cramps e Ultima Spiaggia) e dopo con «gli anni Ottanta: il declino del vinile e l’avvento del compact-disc» (da una parte la chiusura della Ariston e della Durium, dall’altra l’ascesa delle etichette indipendenti).
Arricchiscono il racconto testimonianze di protagonisti, tra cui Elvio Monti (Karim), Franco Daldello (Ricordi), Felice Piccarreda e Franco Cassano (Durium), Alfredo Rossi (Ariston), ma anche di Alberto Testa, Giorgio Calabrese, Dario Farina, Dori Ghezzi, Gianfranco Reverberi, Roberto Ferri, Umberto Miserocchi, Flavio Giurato, Luigi Griechi, Valerio Liboni, più gli interventi finali di tre addetti ai lavori: Alfredo Gramitto Ricci (Edizioni Musicali Curci), Stefano Patara (Sony Music Entertainment) e Roberto Razzini (Warner Chappel Music Italiana). La musica è un’arte, ma senza un’industria che permettesse di materializzarla le nostre collezioni – discografiche ed emozionali – sarebbero senz’altro vuote. Musica solida è «un libro che ci voleva», prendendo in prestito le parole della prefazione di Giangilberto Monti, per preservare la memoria di un mondo che non esiste più ma il cui patrimonio artistico-culturale-sociale ha inestimabile valore. 

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In dettaglio

  • Artista: Vito Vita
  • Editore: Miraggi Edizioni - Moov
  • Pagine: 408
  • Anno: 2019
  • Prezzo: 23.00 €

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