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a cura di Claudio Fucci & Real Sound

Sounds Of Underground vol.1

Sounds Of Underground vol.1 (Vololibero Edizioni) si presenta, ancora incellofanato, come “Libro + cd”. Scopo del progetto, lodevolissimo, è raccontare la scena underground italiana in tutte le sue forme (nel primo volume si parla di punk, garage e rockabilly), coinvolgendo band sconosciute e più affermate, esperti del settore, appassionati, con l’unico denominatore comune della qualità.

Una volta apertolo, valutarlo come un vero e proprio libro è però un’impresa ardua. A meno che non abbiate un certo gusto insano per la lettura dei comunicati stampa e delle biografie caserecce dei gruppi emergenti. Un estratto tipo: “Gomma subentra a Ciro alla batteria, ma poi Gomma lascia per andare a studiare in Brasile e arriva il nuovo batterista Dede, con cui la formazione vira verso l’indie-screamo-pop-emo-glam-punk’n’roll, e arriva a suonare alla Sagra della Salamella di Inveruno, di spalla ai Cippalippas e ai The Invented Name, direttamente da Seattle”. Con tutto il rispetto per Gomma, Ciro, Dede, i Cippalippas e la Sagra della Salamella di Inveruno, e per le vicissitudini delle band in questione, queste non sono esattamente notizie indispensabili all’ascolto. Tanto più se mancano di revisione, differiscono per stile e informazioni (perchè redatte dai componenti dei gruppi) e soprattutto occupano la gran parte del volume...

Perchè, se togliamo questa trentina di pagine di, scusate il termine, paccottiglia, rimangono solamente tre algidi paragrafetti di prefazione di Paola Maugeri, e i due (onesti, non di più) contributi di Marco Philopat e Giancarlo Galli. Entrambi, sommati, non arrivano alle dieci pagine.

Complimenti (veri) alla Vololibero per aver coinvolto nel progetto Marco Philopat, scrittore di razza e voce autorevole in materia: andatevi a ripescare il suo Costretti a sanguinare, il romanzo per eccellenza sul punk in Italia. Il problema è che in Sounds of Underground, col materiale che ha, anche lui fa quello che può: un delirante minestrone situazionista in cui presenta, a suo modo, le band coinvolte nel progetto. E seppur capace di lanciare qualche chicca qui e là sulla definizione di punk e sulla cultura pop in generale, il buon Philopat appare candidamente alla deriva...

Più interessante è invece lo spunto dell’intervento di Giancarlo Galli, cantante/chitarrista fondatore dello storico gruppo prog Come Le Foglie: ai gruppi partecipanti alla compilation vengono poste alcune domande sulla loro musica, sull’autoproduzione e sul concetto di underground, mentre Galli commenta, in maniera discorsiva e non analitica, le risposte più rappresentative. Da queste emerge l’idea che autoprodursi, nella maggior parte dei casi, è più una necessità che una scelta, e che l’underground rappresenta poco più di una nicchia da cui non sarebbe male uscire. Conclusioni non certo rivoluzionarie quindi, soprattutto trattate così sommariamente (quattro paginette scarse). Sempre meglio delle bio delle band, comunque...

Ma insomma, è proprio da buttare questo Sounds of Underground vol.1? No. Assolutamente no. Perchè, per fortuna, dentro il cd c’è ottima musica, tutti brani inediti molto ben suonati e ben prodotti. Per cui il filo conduttore è stato davvero la qualità delle band (poche le eccezioni): onore al merito di chi le ha selezionate. E di chi ha avuto il coraggio di pubblicare una compilation senza chiedere una lira ai musicisti, cosa rara di questi tempi. Ancora più rara considerando che tutti, emergenti e guests, hanno registrato nello stesso studio, il Real Sound di Milano.

Il cd allegato contiene dunque 23 brani, dei quali 16 di gruppi della sotterranea scena punk, garage e rockabilly e 7 di band più note: per la cronaca Gerson, Thee S.T.P., Duracel, Temporal Sluts, Club 27 con Nico dei Gaznevada, The Crooks e Rappresaglia.

Citiamo in ordine sparso i migliori episodi del disco: sul fronte punk vero e proprio si segnalano i compattissimi Fact Of Tuxedo e gli Ex Monroe, su quello rockabilly i Bermudas con la sbarazzina La Donna Per Me e i filologici Starlighters con Souper Trouker. E ancora l’hardcore dei Donald Thompson, il garage-funk dei Retrolove, il surf dei The Wavers e il folk-punk alla Flogging Molly dei Como Lake Rovers. Tra le prove dei guests, da ricordare senz’altro I Hate dei Rappresaglia e Annie dei Thee S.T.P.

Una bella raccolta in fin dei conti, pensata e curata nel dettaglio, che si staglia perciò dalla media delle compilation di punk italiane. Peccato doverla promuovere solo a metà e non a pieni voti, vista la scelta editoriale di presentarla come un libro, forse per garantirle maggiore attenzione da parte degli addetti ai lavori. I quali però non amano particolarmente questo tipo di furbate...

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In dettaglio

  • Artista: a cura di Claudio Fucci & Real Sound
  • Editore: Vololibero
  • Pagine: 64
  • Anno: 2010
  • Prezzo: 16.00 €
  • ISBN: 9788890488214