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La Municipàl

Bellissimi difetti

I fratelli Carmine e Isabella Tundo avevano già mostrato la loro indole romantica e affascinata dai tormenti generazionali con il loro album d’esordio (Le nostre guerre perdute) e su questi crucci tornano a riflettere anche nel secondo album, Bellissimi difetti, che, come evidenzia il titolo stesso, ambisce a guardare con sguardo più maturo tutte quelle imperfezioni che la superficialità adolescenziale indicava come drammatiche punizioni del fato e che invece, sotto la nuova luce dell’età adulta, diventano “bellissime” imperfezioni, appunto “bellissimi difetti”, poiché in grado di mostrare ciò che siamo fino in fondo, nella nostra unicità originale ed irripetibile.

Gli automi sono tutti indistinguibili, tutti identici con la loro plastica “perfezione”, invece la bellezza dell’umanità risiede proprio in quelle piccole e grandi sfumature, in quelle caratteristiche, che siano nei o smagliature o altro ancora, che ci vien spesso voglia di disprezzare non accorgendoci che proprio grazie a loro non siamo scialbe fotocopie gli uni degli altri bensì individui ciascuno speciale a suo modo.

Probabilmente per questo La Municipàl ha una certa propensione a dare nomi propri ai personaggi delle loro storie, da Ivan (che ha meritato un intero titolo ne Il funerale di Ivan) a Ilenia, Sofia e Roberto (di Punk IPA) o Ludovica e Giulio (di Italian Polaroid), perché i personaggi sono loro, sono proprio loro e specificatamente loro, benché le loro storie possono ricordare spesso e volentieri da vicino storie quotidiane in cui ciascuno di noi riesce senza difficoltà a ritrovarsi.

La scrittura dei Tundo si conferma precisa ed elegante come poche, forse solo come quella dei Baustelle cui spesso sono stati (non a torto) paragonati. Le loro melodie arrivano da lontano, risucchiate dall’orbita lunare e scaraventate contro testi che, al contrario, sono a tutti noi vicinissimi, provocando così una collisione fortissima, che genera altri corpi celesti e soprattutto stelle così luminose da evidenziare sfrontatamente tutte le ombre di quest’epoca e di questa generazione di trentenni allo sbaraglio, prima di salire e ridisegnare un nuovo firmamento. 

Le canzoni di Bellissimi difetti sembrano nate nell’intimità notturna, dall’incontro di una voce e una chitarra e dal loro reciproco coinvolgimento emotivo, come due amanti che si travolgono a vicenda fondendo anima e corpo fino a dar vita a creature nuove e distinte, le canzoni, o meglio le loro versioni ancora nude e grondanti plasma che però già mostrano la loro essenza prima di essere ripulite e rivestite con gli arrangiamenti elettrici e raffinati forgiati insieme agli altri strumenti. Gli “abiti” sonori sono sempre di gran gusto: tra questi probabilmente spicca il violoncello che si strugge nel finale di Punk IPA o il basso portante su cui si regge un pianoforte oscuro e, a seguire, gli altri strumenti in Scogliere. Ma frutto di eccellente lavoro di sartoria è anche l’intera Noi due sulla luna, brano strumentale sui cui synth onirici si inseriscono le registrazioni campionate di una conversazione tra Eugene Cernan e John Young avvenuta nel 1969, nel corso della missione Apollo 10 intorno all’orbita del nostro candido satellite.

I temi affrontati lungo queste dodici tracce (tredici nella versione su cd, che comprende la ghost-track Iole) si soffermano su ragionamenti esistenziali, allontanamenti, riavvicinamenti, disillusioni e addirittura su politica e aborto, dimostrando che il progetto dei due fratelli pugliesi ha tanto da comunicare e sa farlo con una ricetta di pop d’autore ricercato ma al tempo stesso orecchiabile, che, senza troppo ammiccare, sa ugualmente puntare dritto al cuore di chi ascolta. 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Carmine Tundo
  • Anno: 2019
  • Durata: 52:12
  • Etichetta: luovo/iCompany

Elenco delle tracce

01. Finirà tutto quanto
02. Punk IPA
03. I tuoi bellissimi difetti
04. Il funerale di Ivan
05. I mondiali del 18
06. Mercurio cromo
07. Italian polaroid
08. Le vele
09. Noi due sulla luna
10. Major Tom
11. Scogliere
12. Vecchie dogane
13. Iole (ghost-track

Brani migliori

  1. Punk IPA
  2. Finirà tutto quanto
  3. Major Tom

Musicisti

Carmine Tundo: basso, chitarre, tastiere, batteria - Alberto Manco: batteria - Marco Ancona: chitarre - Roberto Mangialardo: chitarre - Valerio Combass Bruno: basso - Lara Ingrosso: archi - Francesco Del Prete: violino - Alex Ricci: chitarre - Gianmarco Serra: batteria - Carlo Cazzato: basso - Raffaele Quarta: chitarre - Giuseppe Calabrese: basso - Antonio De Marianis: batteria - Mattia Carluccio: chitarre