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Montecristo

Canzoni e vite

Montecristo è il nome d’arte scelto da Giorgio Grasso (classe ’81) per distinguere meglio quello che è stato fino ad oggi il suo percorso artistico, legato al mondo del cinema e che l’ha visto ricoprire i ruoli di soggettista, sceneggiatore e regista, da questa nuova esperienza in campo musicale. Nel  2009, a seguito di un incontro con David Marchetti, comincia a lavorare seriamente a questo disco d’esordio che decide di intitolare, Canzoni e vite, un lavoro che oscilla tra un rock - anche piuttosto teso, con le chitarre elettriche sugli scudi - e altri momenti notevolmente più delicati che potrebbero essere definiti pop, anche se, prestando la necessaria attenzione ai testi delle canzoni, tutte scritte da Montecristo, il relegare l’intero lavoro nella sfera del commerciale pop sarebbe operazione del tutto riduttiva. Già scorrendo i titoli delle canzoni, ci si accorge di un’attenzione particolare di Montecristo verso storia e letteratura. Troviamo, infatti, molti brani dedicati a personaggi storici: da L’innominato, ovviamente dedicata al famoso personaggio dei “Promessi sposi” e che tratta con delicatezza il tema di una redenzione sempre possibile, a Orlando, forse una delle più belle in assoluto, in cui il protagonista del famoso poema pur uomo forte e valoroso diventa debole a causa dell’amore, si approda poi a Nausicaa, che ci parla dell’amore puramente platonico di Ulisse per la splendida fanciulla descritta da Omero. C’è quindi spazio anche per Giuda ricordato da tutti come il traditore per eccellenza e che qui invece si conquista un posto da protagonista, di vittima sacrificale scelta dallo stesso Gesù, traendo spunto dall’apocrifo Vangelo di Giuda. Quello di Giuda non è, però l’unico cambio d’identità: qualcosa di simile si ritrova anche in Jeckill, un’intensa riflessione su come la vita, con le esperienze e le persone incontrate possano farci cambiare fin quasi ad assumere un’altra identità.

Non finisce però qui, perché nella canzone La ragazza sul ponte, che chiude degnamente il disco, s’intrecciano riferimenti letterari, è ispirata a Le notti bianche di Dostoevskij, e cinematografici, s’intuisce dal titolo che è lo stesso del famoso film di Leconte. Queste dunque le canzoni che in maniera più o meno diretta fanno riferimento a personaggi storici o letterari, ma il resto delle canzoni non è assolutamente da meno. Molto bella ad esempio è La pecora nera che affronta il tema dell’intolleranza e lo fa con parole intelligenti «ma chi dice che la pecora nera non sia invece l’unica bianca? / Forse l’unica ad essere vera in ogni cosa che dice o che pensa?»; o Il re (ed il) sole, poetica riflessione sulle persone di potere, spesso così egocentriche da non accorgersi neppure delle piccole cose che ogni giorno incontrano nel corso della loro esistenza.
In definitiva questo primo disco di Montecristo è sicuramente un buon lavoro che ha il proprio punto di forza nei testi, maturi e scritti con grande sensibilità. Invece, il disco è meno convincente dal punto di vista musicale, dove non sempre tutto suona proprio originale e, a tratti, regnano scelte forse un po’ troppo commerciali, in “perfetto” stile radiofonico.

 

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In dettaglio

  • Anno: 2010
  • Durata: 54:29
  • Etichetta: Ghiro Records / Halidon

Elenco delle tracce

 01. Buon viso

02. L'Innominato 03. Linfa 04. Pianeta Terra 05. Orlando 06. Per il tuo sorriso 07. Canzoni e vite 08. La pecora nera 09. Nausicaa 10. Il re (ed il) sole 11. Canzone di Giuda 12. Jeckyll 13. La ragazza sul ponte

Brani migliori

  1. Orlando
  2. Nausicaa
  3. Canzone di Giuda

Musicisti

Giorgio Grasso “Montecristo”: voce Jano: chitarre acustiche, chitarre elettriche Pigio: chitarre acustiche, chitarre elettriche Zizzi: programmazioni computer