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Roberta Alloisio

Janua

È dalla notte dei tempi che l’uomo ha un atteggiamento “scisso” nei confronti della donna. Santa o puttana. Quasi senza soluzione di continuità. La donna evoca nell’uomo angoscia e speranza, paura e attrazione. Diavola tentatrice, colei che ci ha condannato, essere imperfetto: “La donna è un errore della natura” per San Tommaso d’Aquino. Essere che avvicina a Dio, donna cristologia, invece, per il quasi coetaneo Dante Alighieri. E poi c’è la Vergine Maria, la Madre, la Redentrice. Demone o Santa, appunto. E in mezzo? In mezzo c’è la vita vera. Fatta di milioni di donne che nella società patriarcale hanno dovuto subire per secoli scelte altrui, chiuse in convento o mandate spose per puro interesse economico. E altre che hanno fatto impazzire e divorare uomini bruciati dall’arsura della carne. È, per certi, aspetti di questo che ci parla il nuovo album di Roberta Alloisio. Per farlo si serve di tutta una ricca tradizione popolare, fatta di temi tradizionali, di madrigali, strambotti e antiche leggende popolari. In questo e solo in questo sta la continuità di Janua con il precedente Lengua serpentina. Anche stavolta, infatti, Alloisio mescola la grande tradizione letteraria dialettale (il poeta Seicentesco Gian Giacomo Cavalli, in Donna Serpentina, e il savonese Giuseppe Cava, vissuto tra fine Ottocento e inizio Novecento, in E stelle do mae cheu), con canti popolari e tradizionali, chiudendo il tutto con la voce di uno dei più grandi poeti di fine Novecento, Giorgio Caproni (Donne che aprono riviere). Ne esce una koiné linguistica che spazia dall’italiano medio a quello arcaico, dal genovese all’occitano. Ma qui terminano le analogie, perché chi si aspettava un disco che emulasse la ricchezza musicale di Lengua serpentina resterà deluso. Ma è proprio questa rottura uno dei tanti punti di forza di Janua. Alloisio avrebbe potuto vivere di rendita, ripetere la formula del precedente album e invece rimescola le carte e – per certi aspetti - fa in modo che stavolta la musica faccia da sfondo, davvero la accompagni e si ponga al servizio della sua voce. A cominciare dal bellissimo brano che apre il Cd, Gli occhi della mia bella, solo piano e voce. Con un colpo di bacchetta magica si passa, così, dalla word music alla grande canzone d’autore e Roberta Alloisio si presenta come una delle più raffinate interpreti del panorama musicale italiano. D’altronde, per capire la bellezza di Janua basterebbe solo dare una scorta agli ospiti – tutti sugli scudi – che accompagnano Alloisio in questa nuova avventura.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Fabio Vernizzi
  • Anno: 2011
  • Durata: 41:50
  • Etichetta: Compagnia Nuove Indye

Elenco delle tracce

01. Gli occhi della mia bella

02. Lanterna de Zena

03. E stelle do mae cheu

04. Venditrici di vento

05. Al pont de Mirabel

06. Ave Maria Zeneize

07. La monaca sposa

08. Amore no te dubitare

09. Morettino

10. Fado del santuario

11. Ed or n'è chiusa la porta e la persiana

12. Donna serpente

13. Donna che apre riviere

Brani migliori

  1. Gli occhi della mia bella
  2. E stelle do mae cheu
  3. Venditrici di vento

Musicisti

Fabio Vernizzi: pianoforte Riccardo Barbera: basso e contrabbasso Marco Fadda: percussioni Michel Baratti: flauto traverso irlandese Roberto Izzo: violino Fabio Rinaudo: musetto francese, whistle Max Manfredi: voce recitante Adolfo Margotta: voce recitante Daniele Coronna: violino Dado Sezzi: percussioni Patrizia Merciai: fisarmonica Piero Milesi: violoncello Federico Lagomarsino: batteria Esmeralda Sciascia: voce Armando Corsi: chitarre Fabio Accurso: liuti Mario Arcari: oboe, flauto dolce