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Manuele Zamboni

Nessuna attenuante per un figlio di puttana

Manuele Zamboni è un altro dei piccoli talenti emergenti della musica bresciana che, se da un lato stenta a riproporre - a causa anche di un mercato "bloccato" per varie ragioni - nomi dalla forte visibilità nazionale, d'altro canto sta sfornando con continuità musicisti di rango. Manuele, rispetto a molti altri artisti, ha una dote che per qualcuno potrebbe essere un difetto: è schivo come pochi.  Per questo bussa alla porta piano, si muove in maniera discreta e con mezzi minimali, ma i suoi dischi sono tutti all'insegna della qualità e, ne siamo certi, destinati a durare a lungo.

Lavori che meritano e richiedono diversi ascolti, perché rivelano ad ogni passaggio successivo sempre nuove sfumature. Il suo ultimo e recentissimo lavoro si intitola Nessuna attenuante per un figlio di puttana, titolo che chiarisce in maniera anche un po' provocatoria quale vuole essere il contenuto di queste canzoni, che senza alcun mistero rimandano ad una maniera musicale tipicamente americana. Del resto è noto che Manuele Zamboni è un ammiratore del compianto Townes Van Zandt,  cantautore americano scomparso alcuni anni fa.

Quelle che seguono sono righe dedicate a (cercare di) spiegare i brani, anche se tutti sappiamo bene che i brani non vanno spiegati ma ascoltati. Questa volta, però, faremo un’eccezione per aiutarvi ad entrare più velocemente nel suo mondo artistico. Il disco si apre con Vecchie scarpe, acquarello che al di là di qualche forzatura nella metrica introduce benissimo il disco, creando subito un feeling tra la voce di Manuele e l’ascoltatore. Il secondo brano, La moda di quest'estate, accelera il passo e ci presenta un pezzo piacevole ed orecchiabile, che ironizza sul circuito chiuso della moda e del legarsi ad essa per apparire presentabili, mentre la terza canzone è Maggio, che già al primo ascolto ti vien voglia di riascoltarla, fruibile e delicata al tempo stesso (ottimo il lavoro della fisarmonica suonata da un altro nome bresciano in crescita, Ombretta Ghidini).

Si prosegue poi con quella che potrebbe essere il singolo del cd, Quando Vasco Rossi mise in piede in questo bar, con la partecipazione vocale di Riccardo Maffoni (cantautore di Orzinuovi che nel 2006 vinse anche Sanremo Giovani), di Ombretta Ghidini e di Marco Franzoni, coproduttore dell'album e artefice -con Marco Salodini - delle registrazioni, oltre che del mixaggio e della masterizzazione. Una canzone ad effetto, che se potesse godere di un minimo lavoro di promozione, sarebbe sicuramente apprezzata ben fuori dai circuiti bresciani. Degno di nota anche Repliche estive in tivu, un brano scritto da Zamboni con Marco Franzoni, che, va ricordato, è un nome “prezioso” per la scena bresciana e non solo, vantando diverse collaborazioni con Vinicio Capossela. Le altre tracce del disco scivolano senza particolari sussulti, ma l'incrocio della strumentazione esclusivamente acustica - una miscela di chitarre, wurlitzer, banjo, harmonium, armonica, chitarra slide, percussioni, cajon e fisarmonica - rende il suono sempre piacevole e godibile. Soldi, tempo ed un buon avvocato, altro titolo che rimanda a certe storie del far-west, è stato scritto a quattro mani da Zamboni e Riccardo Maffoni, che oltre alla voce aggiunge il suono della slide. Una collaborazione, quella tra Manuele e Riccardo, basata su affinità musicali cementate da una forte amicizia. In un album ricco di atmosfere da west-coast, non poteva mancare Cowboys, cover di Ivano Fossati con tanto di shaker e di mandolino, che mostra la similitudine tra la provincia italiana (qui si parla di Modena e Bologna) e quella americana.

Da segnalare rimane anche Lungo i portici, una ballata che racconta di una passeggiata d'amore dal sapore nostalgico e sebbene il tema è a forte rischio di sdolcinate atmosfere, il testo ancora una volta è provocatorio e la canzone alla fin fine è ben riuscita. La nona traccia è ancora di Zamboni-Franzoni, Prima di andare a dormire, ed è uno spaccato amaro di vita quotidiana, dove la frase “tua madre che stira....e non smette di bere e come tutte le sere grida, senza farsi sentire, prima di andare a dormire" lascia ben poco spazio all’immaginazione. Una canzone impreziosita dalla partecipazione vocale di Claudia Ferretti e dal contrabbasso di Giorgio Marcelli. L'album si chiude con Bob G., brano poco convincente che poco aggiunge al resto del lavoro, un classico blues come protagonista, ancora una volta, un beautiful loser…. Ma non vogliamo chiudere con una nota negativa il lavoro di un artista che invece merita sicuramente attenzione.

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Manuele Zamboni, Daniele Salodini e Marco Franzoni
  • Anno: 2012
  • Durata: 29:45
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01.  Vecchie scarpe

02.  La moda di quest'estate

03.  Maggio

04.  Quando Vasco Rossi mise piede in questo bar

05.  Repliche estive in tv

06.  Soldi, tempo ed un buon avvocato

07.  Cowboys

08.  Lungo i portici

09.  Prima di andare a dormire

10.  Bob G.

 

Brani migliori

  1. Quando Vasco Rossi mise piede in questo bar
  2. La moda di quest'Estate
  3. Prima di andare a dormire

Musicisti

Manuele Zamboni: voce, chitarra acustica, shaker, cimbalo  -   Daniele Salodini: mandolino (1,2,4,7,9,10) - Marco Franzoni: basso (1,2,5,6), basso acustico (7,8), wurlitzer (5,7,9), chitarra elettrica (5), cassa (1,4,7,9), shaker (1,7), mandolino (8), harmonium (1), voce (4) - Andrea Abeni: chitarra acustica (7,8), steel (1,5,9), basso acustico (3,4), percussioni (8), glockenspliel (5), voce (3) - Fabio Dondelli: banjo (3,9), harmonium (1,3), voce (2,3,4), wurlitzer (2,4) - Ombretta Ghidini: fisarmonica (2,3,4,6), chitarra classica (1), voce (2,3,4) - Riccardo Maffoni: chitarra acustica (4,10), chitarra slide (6), voce (4,6,10) - Stefano Alghisi: armonica (10) - Giorgio Marcelli: contrabbasso (9,10) - Beppe Facchetti: cajon (5) - Claudia Ferretti: voce (5,9)