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Angela Kinczly

Canzoni di viaggio

Angela Kinczly torna con un disco che in un certo senso spiazza i suoi estimatori: Canzoni di viaggio è un album minimale, chitarra e voce, registrato in presa diretta e composto esclusivamente da cover pescate tra brani della tradizione cantautorale più impegnata italiana e di conseguenza meno diffusa e conosciuta dal grande pubblico. Gran parte del repertorio è attinto dal Cantacronache, un progetto che costituì un unicum in Italia, rappresentato da un gruppo di musicisti-intellettuali che nei primi anni ‘60 cercò di riportare alla luce tramite canzoni che raccontavano (“la cronaca”) il miracolo economico del dopoguerra mettendo al centro le fatiche e le difficoltà che questo processo comportò.

Il disco si apre con un brano di Enzo Jannacci, Quella cosa in Lombardia, una canzone tanto bella quanto malinconica, che rimanda alle atmosfere milanesi di alcuni decenni fa, con amori un po’ grigi e decadenti che portavano il peso di una vita fatta di lavoro e sacrifici, con momenti di intimità quasi rubati. Questa canzone è l’incipit del disco e in un certo senso ne determina il clima: canzoni tendenzialmente tristi che sicuramente ai meno giovani ricordano momenti di vita vissuta e di come era la convivenza sociale degli anni ’60-70, soprattutto nel nord delle fabbriche, con la tv in bianco e nero e la nebbia che avvolgeva l’anima mescolandosi ai fumi delle industrie. Comunque un grande pezzo, che Angela svela con la sua voce che si appoggia quasi sussurrando alla chitarra. Il pregio indubbio del disco è di riportare alla luce canzoni e autori poco noti che hanno però contribuito in maniera decisiva alla costruzione del mondo cantautorale impegnato. Il Cantacronache, a cui Angela Kinczly si ispira in maniera particolare, era nato proprio per formare un movimento culturale in alternativa alla canzone sanremese, la cosiddetta canzonetta. Non si trattava solo di canzoni con mood radicalmente diversi ma erano soprattutto canzoni che esprimevano mondi e modalità di intendere la vita e la società diametralmente opposti.

Canzoni di viaggio nasce da “incontri culturali di vario tipo, mediati dalla letteratura, dal cinema, dalla radio. Folgorazioni istantanee ed amori di lunga durata scaduti mentre ascolti i miei programmi radiofonici preferiti, mentre guardo un film, leggo un libro, condividendolo con gli amici. Nasce dalla curiosità e dalla fascinazione verso un momento storico ben preciso, l’Italia del dopoguerra, del boom economico, degli artisti e dei personaggi dell’epoca che ancora influenzano l’attualità artistica e culturale”. L’album è quasi un manuale di storia cantato, che evidentemente deve indurre alla riscoperta (o meglio scoperta) di canzoni “minori”.

Un progetto molto sentito da Angela Kinczly ma anche piuttosto ardito, non tanto per le canzoni, che sono assolutamente di grande valore, quanto per quella sorta di muro di malinconia che ai primi ascolti ti proiettano addosso, complici il minimalismo musicale e la registrazione in presa diretta. Ci vuole pazienza, il disco va ascoltato a lungo – la cantautrice bresciana suggerisce di ascoltarlo in auto! - per cogliere le varie sfumature della chitarra di Angela Kinczly, con la sua voce capace di entrare realmente nelle canzoni e di renderle materia viva.  Il pezzo più intenso, anche nell’interpretazione è Non capisco la Domenica di Bruno Martino, grande cantante, che si poneva a metà del guado tra canzone impegnata (e malinconica) e canzonetta, mentre è bellissimo il brano di Piero Ciampi, L’amore è tutto qui. L’album si chiude con una interessante Io ricordo, testo e musica di Molly Lloyd Drake (madre di Nick Drake), il cui titolo originale I remember è stato tradotto e adattato dall’inglese da Evelina Somenzi e Angela Scalvini.

Foto e video di Mario Piavoli

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Stefano Castagna
  • Anno: 2023
  • Durata: 33:53
  • Etichetta: Ritmo&Blu Records

Elenco delle tracce

01. Quella cosa in Lombardia (Testo di Franco Fortini, musica di Fiorenzo Carpi)
02. La guerra è finita (Testo e musica di Claudio Lolli)
03. Canzone di viaggio (Testo di Emilio Jona, musica di Sergio Liberovici)
04. Un paese vuol dire (Testo e musica di Mario Pogliotti)
05. Valzer della credulità (Testo di Emilio Jona, musica di Sergio Liberovici)
06. Qualcosa da aspettare (Testo e musica di Fausto Amodei)
07. Non capisco la domenica (Testo di Enrico Vaime, musica di Franco Nebbia)
08. Le nostre domande (Testo di Franco Fortini, musica di Margot)
09. L’amore è tutto qui (Testo di Piero Ciampi, musica di Gianni Marchetti, Pino Pavone)
10. Io ricordo (Testo e musica di Molly Lloyd Drake, Titolo originale  I remember, traduzione e adattamento dall’inglese di Evelina Somenzi e Angela Scalvini)

Brani migliori

  1. Quella cosa in Lombardia
  2. Non capisco la Domenica
  3. L'amore è tutto qui

Musicisti

Angela Kinczly: chitarra e voce