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Pilar

Terra senza terra

Da quando ha iniziato a scrivere i testi delle canzoni che interpreta, è difficile non restare ancor più stregati dalla seducente voce di Pilar e invischiati nei pensieri delle anime che la abitano. L’artista, la donna e la madre (con le rispettive declinazioni e pluralità) si assommano dando vita ad una materia fertilissima di immagini e note. Una fertilità che avevamo già incontrato nel precedente “Luna in ariete” e che, con l’ultimo album Terra senza terra, si amplifica con una visione meno introspettiva e più universale di ciò di cui siamo circondati.

Ci si ritrova avvolti dai tópoi della femminilità e dal simbolismo che ad essa riconduce, senza avvertire alcuna ridondanza. Tutto sembra sgorgare naturalmente dalla necessità di raccontare la propria visione sulle cose del mondo odierno, attraverso uno sguardo acuto e consapevole così quanto sensibile e intenso. Ogni riflessione e ogni suggestione viene espressa in un rassicurante equilibrio tra parole e musica. Fondamentale, a tal proposito, l’alchimia creatasi dall’ineffabile intesa artistica con Federico Ferrandina (in basso, insieme, in una foto di repertorio di Riccardo Musacchio), che riesce a donare agli arrangiamenti quelle pennellate da Maestro che sostengono appieno il pathos di Ilaria, amplificandone la resa. Non meno fondamentale e caratterizzante la presenza degli splendidi archi del Quartetto dei Solisti Lucani (Fabiola Gaudio, Brunella Cucumazzo, Annamaria Losignore, Enrico Graziani) che con il loro incedere arioso e deciso creano il ponte tra realtà e sogno; tra i condizionamenti imposti dalla società e ciò che la libertà di pensiero e di immaginazione anela a sovvertire.

 

Il lavoro rivela un potentissimo slancio vitale a dispetto del “fiato sul collo” della vita a cui la cantautrice fa cenno ne Le infinite voci del mondo; un’energia palpabile che si traduce con la tendenza a mescolarsi con il Tutto, quel Tutto che non confonde ma suggerisce risposte. Non manca, poi, lo spazio dovuto al tema dell’Amore e ai luoghi che ne sono “teatro”. Ne La tosse del sabato sera c’è la tenera narrazione dello sgretolamento dell’individualità in una dimensione spazio-temporale stravolta dai ritmi dell’essere madre, mentre nel brano Del dire addio si prova ad affrancarsi dalla fine di una relazione sulle note romanticissime del violoncello di Enrico Graziani che si intrecciano a quelle del piano di Ferrandina, in una crepuscolare danza sensuale. Senza dubbio, però, anche l’amore per il mare regala a Pilar l’ispirazione per versi originali ed estremamente poetici come quelli in Al mare che passa.

La forza di questo progetto può essere equamente ripartita tra contenuto e forma, laddove per forma intendiamo lo stile peculiare che fa di Pilar una delle cantautrici più interessanti del nostro panorama musicale, in cui si distingue non solo per timbro ed estensione vocale ma anche per versatilità. Nella scelta delle diverse atmosfere che fanno da impalcatura ai brani si coglie la voglia di esprimersi attraverso linguaggi musicali diversi fra loro. Terra senza terra spazia, infatti, dalla canzone d'autore alla musica popolare, dal jazz alla musica da camera senza che nulla strida.

 

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Federico Ferrandina
  • Anno: 2023
  • Etichetta: Parco della Musica Records

Elenco delle tracce

01. Antefatto in Do minore

02. Al mare che passa

03. Chance

04. Le infinite voci del mondo

05. In tempo di pace

06. Del dire addio

07. Niagara

08. Di mandorlo in fiore

09. Il passo indietro dell’amore

10. Terra senza terra

11. La tosse del sabato sera

Brani migliori

  1. Del dire addio
  2. Al mare che passa
  3. La tosse del sabato sera

Musicisti

Ilaria Pilar Patassini: Voce, cori - Federico Ferrandina: Chitarre, piano verticale - Andrea Colella: Basso, contrabbasso - Roberto Terenzi: Pianoforte - Alessandro Marzi: Batteria, percussioni - Quartetto dei Solisti Lucani: Fabiola Gaudio (Violino I), Brunella Cucumazzo (Violino II), Annamaria Losignore (Viola), Enrico Graziani (Violoncello)